Sudtirol travolge il Padova 3-0 in un Druso liberato dalla neve

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una coperta bianca, più insidiosa di qualsiasi marcatura a uomo, aveva reso impraticabile il terreno di gioco dello stadio Druso di Bolzano, costringendo a un doppio rinvio l’incontro tra Sudtirol e Padova, valido per la ventunesima giornata del campionato di Serie B. Il club altoatesino, che aveva tempestivamente comunicato via social lo slittamento prima alle 15:30 e poi definitivamente alle 16:30, ha mobilitato le proprie risorse per ripulire il manto erboso dall’ingente nevicata, operazione che ha permesso – non senza una certa fatica – di disputare regolarmente la partita. Un episodio, quello della bufera, che ha aggiunto un tassello di imprevedibilità a una giornata già segnata dall’attesa per l’esordio sulla panchina veneta del nuovo corso proprietario.

Una ripresa senza esitazioni

Una volta liberato il rettangolo di gioco, il Sudtirol di Pierpaolo Bisoli – che guida la squadra dopo le dimissioni presentate da Stefano Vecchi e accettate dal club – ha mostrato un’immediatezza operativa nettamente superiore a quella degli avversari, imponendo fin dai primi minuti un ritmo intenso e un fisico prepotente, proprio quegli aspetti che l’allenatore del Padova, William Andreoletti, aveva indicato come pericolosi nella conferenza stampa precedente la trasferta. I padroni di casa, che viaggiano su una serie positiva di risultati, hanno tradotto in vantaggio concreto il proprio dominio già nel primo tempo, trovando la via del gol con Ermal Merkaj, autore del vantaggio, e con Simone Pecorino, che ha portato le sue cifre stagionali a quota sette centri, consolidando il momentaneo 2-0.

Il Padova fatica a reagire

Dall’altra parte, il Padova, nel primo impegno ufficiale dell’era Banzato dopo l’acquisizione della maggioranza delle quote da Joseph Oughourlian, ha stentato non poco a trovare coesione e reattività, subendo passivamente le iniziative degli altoatesini e limitandosi a gesti isolati, insufficienti a scalfire la compattezza della formazione di casa. Qualche timido segnale di reazione, peraltro mai realmente pericoloso, si è visto nella frazione centrale della ripresa, quando i biancoscudati hanno tentato di alzare la pressione, ma l’equilibrio della gara non è mai stato messo in discussione, confermando una prestazione opaca e lontana dalle potenzialità della rosa.

Il sigillo sul recupero

La chiusura della pratica, arrivata nei minuti di recupero, ha di fatto fotografato la disparità di prestazioni tra le due compagini in campo: un calcio di rigore, trasformato con freddezza da Daniele Casiraghi, ha fissato il punteggio sul 3-0 finale, regalando al Sudtirol la terza vittoria consecutiva e il consolidamento a centro classifica, mentre per il Padova si tratta del secondo stop di fila, un esordio amaro per la nuova proprietà che dovrà ora analizzare le criticità emerse in un match, per molti versi, già deciso nella testa e nell’approccio ancor prima che nei singoli episodi.

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