Francesco Guccini, la poesia per la figlia Teresa e il ricordo della premier Meloni: "Lo canterò sempre"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nonostante la fama di uomo burbero e schivo, Francesco Guccini, il cantautore scomparso all'età di 86 anni lo scorso 6 agosto, ha lasciato un'eredità artistica che sa stupire per la sua rara intensità lirica. E se molte delle sue canzoni sono inni generazionali o racconti di un'Italia che fu, ce n'è una, in particolare, che svela il lato più tenero e privato del "Maestrone": si tratta di "Culodritto", un brano del 1987 che il padre dedicò alla figlia Teresa, allora bambina, e che oggi rappresenta forse il suo testamento spirituale più autentico.

Il termine, ripreso dal dialetto modenese, descrive con affettuosa ironia il gesto di un bambino che, offeso, se ne va a testa alta, ma Guccini lo trasforma in una dichiarazione d'amore sgomenta e universale.

Il significato di "Culodritto", la canzone per la figlia Teresa

"Culodritto" non è solo una ninna nanna, ma un viaggio nell'animo di un padre che guarda la figlia crescere e, con un misto di invidia e speranza, le affida il mondo. "Ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti e le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti", canta Guccini in uno dei passaggi più toccanti, ammettendo di desiderare quella freschezza e innocenza che solo l'infanzia possiede.

Il testo è un continuo alternarsi di timori e sogni: da un lato, la consapevolezza che Teresa non vivrà le sue stesse esperienze ("le mie risse terrose di campi, cortili e di strade"), dall'altro la speranza che lei possa spingersi dove lui non è mai arrivato, in un mondo "dove è ancora tutto da fare" e, soprattutto, "da sbagliare". Questa celebre strofa finale, che invita a volare verso l'ignoto con la libertà di commettere errori, è diventata una sorta di manifesto poetico sull'educazione e sulla vita stessa.

Il rapporto speciale tra Francesco Guccini e Teresa

Il legame tra il cantautore e la sua unica figlia, nata nel 1978 dalla relazione con Angela Signorini, è sempre stato profondo e gelosamente protetto dalla sfera pubblica. Teresa, che oggi è una donna e ha scelto di vivere lontano dai riflettori pur lavorando nel mondo della comunicazione musicale, ha ricambiato l'affetto del padre in più di un'occasione. In occasione di un compleanno di Guccini, gli scrisse: "Rappresenti molte cose diverse per tante persone, per me sei e sarai sempre solo il mio babbo".

Un legame, quello tra padre e figlia, che si è ulteriormente rafforzato con la nascita del nipote Pietro, avvenuta nel 2022; la gioia di diventare nonno aveva rappresentato per Guccini un dono immenso, tanto da far raccontare all'artista l'emozione del battesimo insieme all'ex compagna Angela. D'altronde, a testimonianza di quanto quel rapporto fosse speciale, Guccini dedicò a Teresa anche un altro brano, "E un giorno…", incentrato sul tempo che passa e sull'eredità affettiva che si lascia ai propri figli.

Il ricordo di Giorgia Meloni: "Stima nonostante le divergenze"

Tra i tanti messaggi di cordoglio che hanno accompagnato la scomparsa del cantautore, ha fatto discutere il ricordo della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. In una nota ufficiale, la premier ha dichiarato di aver "amato profondamente la sua musica", citando "Cirano" e "Cristoforo Colombo" come capolavori che hanno contribuito alla sua formazione ideale.

Tuttavia, Meloni ha aggiunto una postilla che non è passata inosservata, riferendosi a un rapporto personale complesso con il cantautore: "Continuerò a cantare le canzoni di Francesco Guccini, e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni. Lo farò nonostante probabilmente non ne sarebbe contento, nonostante abbia letto le sue dichiarazioni livorose verso di me".

Le "dichiarazioni livorose" cui si riferisce la premier sono i frequenti attacchi pubblici che Guccini le ha rivolto negli ultimi anni; l'artista, che non ha mai nascosto le sue posizioni politiche di sinistra, arrivò a definire il suo governo un "regime" e a parlare di "fascisti" in riferimento alla Meloni. Nonostante ciò, la presidente del Consiglio ha rivendicato la propria libertà di scelta artistica, sottolineando come l'ideologia non debba mai impedire di apprezzare la bellezza di un'opera d'arte.

L'addio di Bologna e la commemorazione di settembre

Mentre il mondo politico e musicale si divideva tra il ricordo e le polemiche, la città di Bologna, che Guccini aveva scelto come casa per gran parte della sua vita, gli ha riservato un commovente tributo spontaneo. Centinaia di persone si sono radunate in via Paolo Fabbri 43, dove il cantautore visse a lungo, per cantare i suoi brani più celebri come "La locomotiva", "Autogrill" e "Vedi cara". La folla, composta da giovani e meno giovani, ha riempito la strada di fiori, messaggi e applausi, trasformando il quartiere della Cirenaica in un palcoscenico corale in suo onore.

La famiglia, nel rispetto delle volontà dell'artista, ha comunicato che i funerali si svolgeranno in forma strettamente privata, ma una cerimonia commemorativa pubblica è già stata annunciata per il mese di settembre, per permettere a tutti i suoi estimatori di rendergli l'estremo saluto.

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