Big Walk è già tra i giochi più amati del 2026: la critica lo incorona
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Redazione Scienza e Tecnologia
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È ufficiale: Big Walk, l’attesissimo titolo cooperativo firmato House House, debutta oggi su PC, PlayStation 5 e Nintendo Switch 2 con un carico di recensioni che lo proiettano direttamente tra i candidati al titolo di miglior gioco dell’anno. Il team australiano, lo stesso che aveva stregato il mondo con l’oca più famosa del gaming (Untitled Goose Game) e con il bizzarro Push Me Pull You, ha confezionato un’avventura in terza persona che mescola platform, puzzle e un’esplorazione open-world dalle meccaniche tutt’altro che scontate.
E i numeri parlano chiaro: su Opencritic, la media dei voti si è attestata su 89, un punteggio che la pone al fianco di mostri sacri come Pokémon Pokopia, Mewgenics e Resident Evil Requiem, superata solo da Lost and Found Co.
Un’accoglienza da capogiro e nessuna recensione negativa
Ciò che colpisce, scorrendo il quadro delle valutazioni internazionali, è l’assenza di giudizi severi: al momento non risulta alcun voto inferiore al sette, anzi, la distribuzione dei punteggi è un concentrato di eccellenza, con diversi 10 e 9 e una solida base di 8. Un risultato che non si vedeva da tempo per un titolo cooperativo, soprattutto se si considera la natura spesso polarizzante del genere.
La critica sembra aver apprezzato in particolare la cura dei dettagli, la rifinitura delle animazioni e la costruzione di un mondo che invita alla lentezza e alla sperimentazione, allontanandosi dalla frenesia tipica di tanti altri prodotti analoghi. Il responso è talmente unanime che la media di 89 su Opencritic rappresenta una delle più alte del 2026, un traguardo che per House House arriva a coronamento di un percorso di crescita artistica e tecnica iniziato ormai diversi anni fa.
Un’avventura che vive (e muore) sulla cooperazione
Big Walk è stato progettato per essere vissuto in compagnia: il supporto al multiplayer online va da due a dodici giocatori, con la piena funzionalità del cross-play tra le diverse piattaforme, e la chat vocale di prossimità gioca un ruolo chiave nell’economia dell’esperienza. Se è vero che la modalità singolo esiste, è altrettanto vero che offre un’esplorazione volutamente limitata, perché gli enigmi – e forse il vero cuore pulsante del titolo – richiedono per forza di cose almeno un compagno con cui parlare, coordinarsi e, perché no, sbagliare insieme.
L’approccio è volutamente rilassato, quasi meditativo, eppure non privo di una certa sfida logica che spinge i giocatori a osservare l’ambiente e a interagire con gli oggetti in modi non convenzionali. La presenza di personaggi dalle movenze goffe e dal design stravagante contribuisce a creare quell’atmosfera leggera che aveva reso celebre il precedente lavoro dello studio, ma con un’ambizione narrativa e strutturale decisamente superiore.
La sfida al fenomeno “friendslop” e il valore della rifinitura
Con Big Walk, House House prova a prendere le distanze da quella corrente ormai nota come “friendslop”, l’etichetta sotto cui sono stati raggruppati titoli virali come Lethal Company, R.E.P.O. e PEAK, giochi che devono gran parte del loro successo alle dinamiche caotiche tra amici e ai momenti più o meno involontariamente comici. Il paragone, in effetti, è inevitabile: anche qui ci si trova di fronte a un’esperienza pensata per il gruppo, con una forte enfasi sulla comunicazione vocale e su situazioni che possono facilmente sfociare nel surreale.
Tuttavia, ciò che distingue Big Walk è una rifinitura complessiva che pochi titoli dello stesso filone possono vantare. La struttura dei puzzle, la qualità dell’illuminazione, la colonna sonora e persino la fisica degli oggetti sembrano studiati per durare nel tempo e per offrire un senso di scoperta autentica, piuttosto che affidarsi al semplice effetto sorpresa o alla ripetitività dei meme.
Il risultato è un’avventura che potrebbe davvero segnare un prima e un dopo per il genere cooperativo, dimostrando che si può essere spassosi e profondi, leggeri e complessi, senza dover scendere a compromessi sulla qualità complessiva del prodotto.
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