L’Ue stringe il cappio sulla flotta ombra russa, ma Trump frena sulle sanzioni
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Redazione Esteri
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Il Consiglio europeo ha adottato il diciassettesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, colpendo quasi duecento navi della cosiddetta “flotta ombra” e un colosso petrolifero legato al Cremlino. L’obiettivo, come già avvenuto in passato, è limitare l’accesso di Mosca a tecnologie utili per il conflitto in Ucraina e ridurre i profitti derivanti dall’export energetico, che continua a finanziare l’apparato bellico. Le nuove misure, pubblicate il 20 maggio nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, ampliano ulteriormente gli elenchi dei soggetti designati – persone fisiche, giuridiche ed entità – sottoposti a congelamento dei beni, in quanto ritenuti responsabili di minacciare l’integrità territoriale ucraina.
Mentre Bruxelles inasprisce la pressione, però, la posizione degli Stati Uniti appare meno netta. Donald Trump, tornato alla Casa Bianca, ha frenato su ulteriori misure punitive, creando attriti con i partner europei. L’Ucraina, dal canto suo, spinge per un maggiore isolamento diplomatico ed economico della Russia, ma l’assenza di un fronte unito in Occidente rischia di indebolire l’efficacia delle contromisure.




