Principe Andrea, nuove accuse sessuali: la polizia indaga sul Royal Lodge

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le nuove accuse sessuali contro il principe Andrea aprono un altro fronte giudiziario che coinvolge direttamente il fratello minore di re Carlo III e riporta il nome di Jeffrey Epstein al centro dell’inchiesta britannica. La Thames Valley Police ha confermato di aver avviato approfondimenti su una donna non britannica che, secondo quanto riferito dagli investigatori, sarebbe stata portata nel 2010 al Royal Lodge di Windsor per trascorrere una notte con Andrea Mountbatten-Windsor. La giovane aveva allora vent’anni e la sua identità non è stata resa pubblica. Gli investigatori ritengono che possa essere arrivata a Londra insieme a Epstein, il finanziere già coinvolto in numerosi scandali legati allo sfruttamento sessuale.

L’indagine rappresenta un ulteriore aggravamento della posizione dell’ex duca di York, già finito sotto pressione nei mesi scorsi per presunte condivisioni di informazioni riservate con Epstein. La polizia inglese ha deciso di lanciare anche un appello pubblico per raccogliere testimonianze, chiarendo che l’inchiesta non riguarda soltanto eventuali irregolarità legate all’abuso d’ufficio. Gli investigatori stanno infatti valutando un quadro più ampio che potrebbe comprendere reati sessuali, abuso di potere e possibili episodi di corruzione. Il coinvolgimento di una residenza reale come il Royal Lodge rende il caso ancora più delicato per la monarchia britannica.

La nuova fase dell’inchiesta su Andrea Mountbatten-Windsor

La Thames Valley Police ha spiegato di essere in contatto con gli avvocati della donna che sostiene di essere stata coinvolta negli episodi ora oggetto di verifica. L’ex principe Andrea era già stato arrestato e poi rilasciato il 19 febbraio scorso, ma le autorità britanniche hanno precisato che l’inchiesta è tuttora aperta e si sta allargando ad altri possibili reati. Secondo quanto emerso, gli investigatori temono che parte dei testimoni possa non aver compreso la reale portata delle indagini iniziate nei mesi precedenti. Per questo motivo è stato diffuso un invito pubblico a chiunque possa fornire elementi utili o testimonianze dirette.

La richiesta di collaborazione ai cittadini viene descritta dagli investigatori come una procedura ordinaria nei casi in cui le informazioni raccolte dal pubblico possono risultare decisive. In questo caso, però, il bersaglio dell’indagine è uno dei membri più discussi della famiglia reale britannica. Andrea Mountbatten-Windsor, ormai indicato sempre più spesso senza il titolo principesco, continua a essere associato alle vicende legate a Jeffrey Epstein. Il silenzio delle autorità statunitensi sul caso contrasta con la scelta della polizia inglese di procedere con una nuova fase investigativa, ampliando il raggio delle verifiche e cercando ulteriori elementi.

Il peso politico e mediatico del caso Epstein

Le accuse che emergono attorno al nome dell’ex duca di York aumentano la pressione sulla monarchia britannica in un momento già complesso per l’immagine della famiglia reale. Andrea resta ancora ottavo nella linea di successione al trono del Regno Unito, nonostante il progressivo allontanamento dalla vita pubblica e la perdita di gran parte dei ruoli istituzionali. Le nuove contestazioni riportano sotto i riflettori il rapporto con Epstein e alimentano interrogativi sulle frequentazioni avute negli anni dal principe britannico.

Nel materiale investigativo citato dagli inquirenti britannici tornano riferimenti a possibili abusi su giovani donne e a episodi avvenuti all’interno di ambienti collegati alla corona. Anche per questo motivo il caso sta assumendo un peso politico e simbolico che supera il piano strettamente giudiziario. La posizione di Andrea Mountbatten-Windsor appare sempre più fragile mentre la polizia continua a raccogliere elementi, testimonianze e documenti utili a chiarire quanto sarebbe accaduto nella residenza reale di Windsor nel 2010.

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