Il principe Andrea perde anche il risarcimento per lo sfratto da Royal Lodge
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Redazione Esteri
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Le conseguenze del suo coinvolgimento, ormai acclarato, nello scandalo Epstein continuano a colpire senza attenuanti l'ex principe Andrea, il cui nome è stato cancellato – come ha reso noto la Cancelleria Centrale degli Ordini Cavallereschi – dai registri del prestigioso Ordine della Giarrettiera e del Royal Victorian Order per volontà di re Carlo III. La decisione, pubblicata ufficialmente sul The Gazette, priva il fratello del sovrano degli ultimi, residuali legami formali con la monarchia britannica, in un processo di allontanamento dalla corte che, iniziato da tempo, sembra ora giunto alla sua fase conclusiva e più drastica. Una rimozione, quella dei titoli cavallereschi, che si inserisce in un contesto ben più ampio e materiale, segnato dalla necessità per Andrea di lasciare la sontuosa dimora di Royal Lodge, nei pressi di Windsor, dove risiedeva da anni.
Una clausola controversa e il rifiuto dell'indennizzo
Proprio in relazione a quello sfratto, deciso direttamente dal monarca, si è aperta una ulteriore, significativa questione finanziaria. Nel contratto di locazione, la cui durata originale era stabilita in un periodo di settantacinque anni, era infatti inserita una clausola che prevedeva, in caso di risoluzione anticipata, un indennizzo a favore dell'inquilino per un importo di 488mila sterline. Secondo quanto emerso, tuttavia, ad Andrea – il cui stile di vita è stato a lungo al centro di polemiche e inchieste giornalistiche – non spetterebbe alcun risarcimento, nemmeno parziale, nonostante la formale previsione contrattuale. Una posizione, quella della Corona, che appare intransigente e che sottolinea come il recesso non sia da considerarsi immotivato, bensì legato a precise e gravi circostanze che hanno coinvolto il fratello del re.
Lo sfratto e le incognite sul futuro di Sarah Ferguson
L'allontanamento forzato da Royal Lodge, residenza che aveva ospitato anche la regina madre, solleva inevitabilmente interrogativi logistici sul futuro di entrambi gli ex coniugi, i quali, pur avendo condiviso a lungo quella magione dopo il divorzio, si trovano ora a doversi separare anche a livello abitativo. Per Sarah Ferguson, la cui situazione economica non è mai stata florida, la ricerca di una sistemazione si prospetta complessa, tanto che alcune indiscrezioni, per quanto non confermate, hanno ipotizzato soluzioni di fortuna, come un trasferimento in una dépendance riadattata nella tenuta di campagna della figlia maggiore. Una prospettiva che, se da un lato evidenzia le difficoltà pratiche in cui versa l'ex duchessa, dall'altro marca definitivamente la fine di un'epoca e di qualsiasi forma di protezione reale per la coppia.
Le inchieste e il progressivo isolamento
Sullo sfondo di queste decisioni amministrative e patrimoniali permangono le ombre delle indagini giudiziarie statunitensi legate alla rete di Jeffrey Epstein, indagini che – pur non avendo portato a un processo penale contro Andrea nel Regno Unito – hanno comunque generato un danno d'immagine incalcolabile per la monarchia, spingendo l'attuale re a interventi risoluti. L'operazione di "pulizia", per quanto tardiva, è stata condotta senza mezzi termini: la cancellazione dai registri cavallereschi, atto dal forte valore simbolico, e il mancato versamento dell'ingente indennizzo per lo sfratto costituiscono gli ultimi, concreti tasselli di un isolamento ormai pressoché totale. Restano, di lui, soltanto il trattamento di "duca di York", un Titolo ereditario non revocabile, e la cittadinanza britannica, in uno scenario personale e finanziario radicalmente mutato rispetto al passato.




