Fedez modifica il testo di "Bella stronza" a Sanremo: polemiche e nuove strofe

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La quarta serata di Sanremo 2025, dedicata ai duetti e alle cover, ha visto protagonista un pezzo che ha scatenato non poche polemiche: Bella stronza, il successo del 1995 di Marco Masini, riproposto in una versione rivisitata da Fedez. Il brano, noto per i suoi toni provocatori e per un testo che non ha mai fatto sconti, è stato al centro di un acceso dibattito, tanto da spingere i due artisti a optare per una versione edulcorata, priva di quei riferimenti a sesso e violenza che avevano fatto storcere il naso a molti.

Fedez, d’accordo con Masini, ha deciso di modificare alcune strofe, inserendo rime autobiografiche che hanno immediatamente acceso il gossip. C’è chi ha letto nei nuovi versi un riferimento all’ormai ex moglie Chiara Ferragni, e chi invece ha pensato ad Angelica Montini, figura che negli ultimi mesi ha animato le cronache rosa. Le frasi incriminate, quelle che avevano sollevato critiche già prima del Festival, sono state dunque sostituite da un testo più personale, che ha però mantenuto intatta la struttura originale del brano.

Marco Masini, dal canto suo, ha precisato che il cuore della canzone non è stato stravolto, ma che Fedez ha semplicemente aggiunto delle "barre", ovvero delle strofe personali, adattando il pezzo al contesto di Sanremo e al pubblico televisivo. Una scelta che, se da un lato ha placato le polemiche, dall’altro ha alimentato nuove discussioni, soprattutto tra chi vede in questa operazione un tentativo di ammorbidire un testo che, per sua natura, è sempre stato spigoloso e diretto.

Non è la prima volta che Bella stronza finisce sotto i riflettori per i suoi contenuti. Il brano, scritto da Masini insieme a Giancarlo Bigazzi, è da sempre considerato un inno anticonformista, capace di mescolare rabbia, ironia e provocazione. Proprio per questo, la decisione di portarlo sul palco dell’Ariston aveva già suscitato perplessità, al punto che Carlo Conti, direttore artistico del Festival, aveva parlato di una "versione 2.0", senza però anticipare dettagli sulle modifiche.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.