Tragedia nel Ceresio, non ce l’ha fatta il subacqueo di 57 anni: è morto in ospedale a Lugano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è conclusa nel peggiore dei modi la vicenda del sommozzatore italiano di 57 anni finito in arresto cardiaco domenica mattina nelle acque del lago Ceresio, a Riva San Vitale, nel Mendrisiotto. L’uomo, un cittadino residente in Italia, è deceduto poche ore dopo il ricovero all’Ospedale Civico di Lugano, dove era stato trasportato d’urgenza con un elicottero della Rega dopo il malore che lo aveva colpito mentre si trovava sott’acqua. La conferma del decesso, come riportato dalla nota diffusa nella mattinata di lunedì 23 febbraio, è arrivata direttamente dalla Polizia cantonale, che ha ufficializzato il fallimento dei tentativi di strapparlo alla morte. L’incidente, avvenuto intorno a mezzogiorno nella zona denominata Nanetti, ha gettato nello sconforto i compagni di immersione, coloro che per primi avevano notato le difficoltà del 57enne e avevano tentato di salvarlo risalendo in superficie e trasportandolo fino a riva per iniziare le manovre di rianimazione -1-3.

La dinamica dell’incidente e i soccorsi dei compagni

Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo di quattro sub era in acqua per un’immersione a poca distanza dalla riva quando, per cause ancora al vaglio dell’inchiesta, uno di loro ha iniziato a manifestare seri problemi. L’uomo, nonostante l’esperienza che solitamente contraddistingue chi pratica questa disciplina, ha evidenziato difficoltà respiratorie e motorie, circostanza che ha immediatamente fatto scattare l’allarme tra i presenti. Sono stati proprio i tre compagni che lo accompagnavano a riportarlo in superficie e poi a terra, dove hanno iniziato le prime manovre di rianimazione in attesa dei soccorsi professionali -3. Un intervento tempestivo, quello dei colleghi di immersione, che si è rivelato purtroppo vano data la gravità della situazione clinica in cui versava il 57enne.

L’intervento dei soccorritori professionali e il decesso

Sul luogo della tragedia, una volta lanciato l’allarme, sono intervenuti in forze i dispositivi di emergenza: agenti della Polizia cantonale, supportati dai colleghi della Polizia Città di Mendrisio, e i sanitari del Servizio Autoambulanza del Mendrisiotto (Sam) -1. Dopo aver preso in carico il subacqueo, i soccorritori hanno proseguito senza sosta le manovre rianimatorie, stabilizzandolo quanto bastava per consentirne il trasporto immediato. L’elisoccorso della Rega ha quindi provveduto al trasferimento d’urgenza all’Ospedale Civico di Lugano, dove i medici hanno continuato a lottare per salvargli la vita -2. Nonostante l’impiego di ogni mezzo a disposizione, le condizioni dell’uomo sono apparse subito disperate, e il cuore del 57enne ha cessato di battere definitivamente senza più riprendersi.

L’inchiesta in corso per chiarire le cause del malore

La Procura cantonale ha aperto un fascicolo per fare luce sull’accaduto e stabilire le cause precise che hanno portato all’infortunio mortale. Gli investigatori, come specificato dalla Polizia cantonale, dovranno chiarire se si sia trattato di un malore improvviso dovuto a patologie pregresse o se fattori legati all’attrezzatura o alle condizioni dell’ambiente acquatico possano aver avuto un ruolo determinante -3. La zona dell’incidente, nel tratto di lago antistante Riva San Vitale, è stata interessata dai rilievi di rito, e non si esclude che possano essere acquisite le testimonianze degli altri tre subacquei presenti al momento della tragedia, utili a comprendere gli istanti precedenti al malore.

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