Il giorno dei palloncini bianchi per Ornella Forastefano, il parroco: «Femminicidio»
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Redazione Interno
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Centinaia di persone hanno gremito la chiesa di Gesù Buon Pastore a Sibari, frazione di Cassano all'Ionio, e l'ampio piazzale antistante, per rendere l'ultimo saluto a Ornella Forastefano. La donna di 46 anni, vittima di un'aggressione brutale che l'ha lasciata agonizzante davanti al pronto soccorso dell'ospedale di Trebisacce, è deceduta poco dopo a causa dei traumi e delle numerose lesioni riportate.
Al termine della cerimonia funebre, il feretro è stato accompagnato da un lungo applauso, mentre decine di palloncini bianchi venivano liberati in cielo, in un gesto corale che ha rotto il silenzio pesante di una comunità sconvolta.
L'omelia del parroco e il richiamo alla dignità femminile
Don Pietro Groccia, celebrante del rito funebre, ha scandito parole nette durante l'omelia, definendo l'accaduto «un caso di femminicidio a tutti gli effetti». Il sacerdote ha voluto sottolineare con forza l'assoluta inammissibilità di ogni forma di sopraffazione, affermando che nessuno può permettersi di oltraggiare, umiliare, calpestare o cancellare la dignità femminile, un passaggio che ha trovato eco tra i presenti, molti dei quali con gli occhi lucidi e i volti segnati dal dolore.
Accanto ai genitori di Ornella, Maria ed Ettore, e alla nonna Nella, che appare quasi senza più lacrime, il cordoglio si è manifestato in un abbraccio collettivo alla bara, in un clima di profonda e raccolta commozione.
I dettagli dell'inchiesta e l'ordinanza del gip
Sul fronte giudiziario, l'ordinanza di convalida del fermo emessa dal gip di Bari nei confronti di Elvis Bisho, il 35enne fermato per l'omicidio, ha fatto luce sulla dinamica e sulla violenza inaudita che ha caratterizzato l'aggressione. Il giudice per le indagini preliminari ha descritto l'accaduto come un atto di «inaudita e spropositata violenza», riferendosi ai vasti traumi e alle molteplici lesioni riscontrate sul corpo della vittima, elementi che hanno consentito di ricostruire la ferocia dell'assalto.
La 46enne, come si legge negli atti, è stata colpita con una tale intensità da ridurla in fin di vita, per poi essere abbandonata davanti al nosocomio di Trebisacce alle tre del mattino, in condizioni disperate che non hanno lasciato scampo.
La ricostruzione dei fatti e le indagini in corso
Le indagini, coordinate dalla procura di Castrovillari e delegate alla squadra mobile di Cosenza, si concentrano ora sulla ricostruzione precisa dei movimenti antecedenti all'aggressione e sulle circostanze che hanno portato all'abbandono del corpo davanti all'ingresso del pronto soccorso. Gli investigatori stanno analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona e acquisendo ulteriori testimonianze per chiarire ogni passaggio della vicenda, con l'obiettivo di definire i contorni giuridici del caso.
Il fermo di Bisho, già convalidato, rappresenta al momento il cardine dell'impianto accusatorio, mentre la procura valuta gli sviluppi dell'inchiesta per garantire che la posizione dell'indagato venga vagliata in tutte le sue implicazioni processuali, in attesa degli interrogatori e degli ulteriori accertamenti tecnici disposti dagli inquirenti.
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