Depardieu in tribunale tra accuse e difese

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Con lo sguardo fermo e una mano appoggiata alla spalla del suo avvocato, Gérard Depardieu ha varcato ieri l’ingresso del tribunale di Parigi, circondato da una folla di giornalisti pronti a immortalare ogni suo movimento. L’attore, icona del cinema francese, è accusato di aggressioni sessuali da due donne che hanno lavorato con lui sul set del film Les Volets Verts nel 2021: una scenografa di 54 anni e un’assistente alla regia, la cui identità è protetta dall’uso di un nome di fantasia.

Le accuse, che risalgono a tre anni fa, hanno riacceso il dibattito sul #MeToo in Francia, un movimento che, sebbene abbia smesso di dominare le prime pagine, continua a far discutere. Depardieu, che rischia fino a cinque anni di carcere, ha respinto ogni addebito definendole "falsità", mentre fuori dall’aula le proteste delle attiviste risuonavano con cori di solidarietà verso le presunte vittime.

A difenderlo, però, c’è chi lo conosce da decenni. Fanny Ardant, storica amica e collega, lo ha descritto come un uomo "passionale, generoso, libero", parole che contrastano con l’immagine dell’attore dipinta dalle accuse. La Ardant, che ha recitato con lui proprio in Les Volets Verts, sembra voler ricordare al pubblico l’artista dietro allo scandalo, mentre i media lo ritraggono ormai come un "Cyrano invecchiato male".

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