Rimpatriati gli ultimi attivisti italiani della Flotilla, la Farnesina chiude la mediazione
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Redazione Interno
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Dopo l'arrivo a Roma e Milano di ventisei connazionali, è stato disposto anche il rimpatrio degli ultimi quindici attivisti della Global Sumud Flotilla, la cui detenzione era stata scontata nel carcere israeliano di Ketziot. Il trasferimento, che segue una complessa mediazione diplomatica condotta dalla Farnesina, prevede il trasferimento all'aeroporto di Tel Aviv e un successivo volo charter diretto ad Atene.
Il racconto di Silvia: "Non ci hanno trattato bene, ma rifarei quella scelta"
Tra coloro che hanno già fatto ritorno, l'anconetana Silvia Severini, dipendente comunale e madre di due figli, ha raccontato pubblicamente la propria esperienza durante un incontro alla Casa delle Culture. "Non ci hanno trattato bene", ha affermato, sottolineando come, nonostante le difficoltà, rifarebbe quella scelta. La Severini ha poi espresso un profondo senso di gratitudine per il sostegno ricevuto, dichiarandosi orgogliosa delle persone scese in piazza: "La forza è arrivata delle piazze italiane".
Le prove inconsistenti di Israele sul legame con Hamas
Sul piano delle motivazioni addotte da Israele per l'intercettamento, un elemento cardine presentato come prova dei presunti legami tra la missione e Hamas si è rivelato inconsistente. Il ministero degli Esteri israeliano aveva infatti pubblicato un documento che recava la data del 9 febbraio 2021, risultando dunque un atto di quattro anni prima rispetto agli eventi attuali. Quella che era stata definita una prova inconfutabile si è così rivelata, nelle verifiche successive, un foglio datato e del tutto scollegato dall'organizzazione della Flotilla.
Il commovente rientro a casa e il messaggio di solidarietà
Il rientro della Severini ad Ancona, avvenuto dopo due giorni di detenzione a Ketziot e un viaggio di ritorno in Italia tramite un volo charter dalla Turchia, è stato caratterizzato da un intenso abbraccio con familiari e amici. Ad attenderla, oltre alle persone care, anche uno striscione che, con un chiaro messaggio di solidarietà e continuità ideale, recitava: “10, 100, 1000 Flotilla, Bentornata Silvia”. Un momento che ha sancito, al di là delle singole vicende personali, la chiusura di un capitolo per gli attivisti italiani.




