Flotilla per Gaza: contatti Roma-Mossad per gli attivisti italiani fermati
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Redazione Interno
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L'abbordaggio della Global Sumud Flotilla da parte delle unità militari israeliane, un'operazione che ha coinvolto quarantasette imbarcazioni e portato al fermo di oltre duecento attivisti, ha innescato una delicata trattativa diplomatica tra Roma e Tel Aviv. Le navi, dirette verso Gaza nonostante il blocco navale, sono state interdette in acque internazionali; la maggior parte degli attivisti, tra i quali figurava l'attivista svedese Greta Thunberg, è stata quindi trasferita nel porto di Ashdod per la successiva reimmissione nelle procedure di polizia.
La reazione italiana e la richiesta di garanzie
In questo contesto, caratterizzato da una notevole tensione operativa, si inserisce l'azione del governo italiano. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un colloquio diretto con il suo omologo, sottolineando la necessità di accelerare il rilascio dei connazionali coinvolti e di chiarire le loro condizioni fisiche. La Farnesina ha già identificato la presenza di quarantasei italiani tra i partecipanti alla protesta, avviando le pratiche per un loro rimpatrio.
Il canale riservato con il Mossad per verificare le condizioni dei detenuti
La complessità della situazione ha reso necessario un coinvolgimento dei servizi di intelligence, attivando un canale riservato tra Roma e il Mossad. La richiesta italiana, avanzata con urgenza, era finalizzata a ottenere delle immagini che potessero fugare ogni dubbio circa il trattamento riservato ai detenuti, dopo che voci non verificate di presunti maltrattamenti avevano iniziato a circolare. L'intervento del capo del Mossad David Barnea è stato immediato: egli ha sollecitato e ottenuto il materiale visivo richiesto, poi prontamente inoltrato alle autorità italiane.
Le procedure per il rimpatrio e la fase successiva
Mentre le procedure amministrative per gli espulsi vanno avanti, con le autorità israeliane che si dicono persino disposte a farsi carico delle spese di viaggio, l'attenzione si sposta sulla logistica dell'intera operazione. Le attività di sbarco e di primo smistamento si sono svolte in poche ore, sebbene la fase successiva, quella giudiziaria e diplomatica, richiederà un impegno più prolungato per definire la sorte di tutti i soggetti coinvolti.




