Ex capi di Mossad e Shin Bet chiedono a Trump di fermare la guerra a Gaza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Più di seicento ex funzionari della sicurezza israeliana, tra cui ex direttori del Mossad, dello Shin Bet e alti ufficiali dell’esercito, hanno pubblicato un video congiunto in cui chiedono al presidente degli Stati Uniti Donald Trump di intervenire per porre fine al conflitto a Gaza. Secondo loro, la guerra, inizialmente giustificata, ha ormai superato ogni obiettivo strategico, trasformandosi in un’operazione dettata più da calcoli politici che da necessità militari.

"All'opinione pubblica israeliana è stata raccontata una bugia", afferma Tamir Pardo, già a capo del Mossad, mentre Amihai Ayalon, ex direttore dello Shin Bet e della Marina, aggiunge che le operazioni in corso stanno erodendo "la sicurezza e l’identità stessa di Israele". Nel messaggio, diffuso pochi giorni prima di una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, si legge che il governo Netanyahu persegue una linea insostenibile, nonostante le crescenti perdite e l’isolamento internazionale.

Intanto, il premier israeliano ha paragonato Hamas ai nazisti, accusando il gruppo di lasciar morire di fame gli ostaggi, come confermerebbero due video diffusi da Hamas e dalla Jihad islamica che mostrano due prigionieri in condizioni critiche. Netanyahu, secondo fonti vicine all’esecutivo, starebbe valutando un’azione militare definitiva per liberarli, nonostante l’appello degli ex vertici della sicurezza, che definiscono la guerra "non più giusta".

"Ci nascondiamo dietro una menzogna che abbiamo creato noi stessi", ha dichiarato Nadav Argaman, ex numero uno dello Shin Bet, sottolineando come la comunità globale abbia ormai compreso che la narrazione ufficiale non corrisponde alla realtà. Il video, che riunisce personalità con oltre un millennio di esperienza cumulativa in intelligence e difesa, rappresenta una delle più nette prese di posizione dall’interno dell’establishment israeliano.

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