Tenerife, Cristina Colturi muore dopo lo schianto in parapendio: il volo era un regalo di Natale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il velivolo, un biposto con il quale stava sorvolando la spiaggia di La Enramada, nel comune di Adeje, è precipitato al suolo venerdì scorso per cause ancora al vaglio degli inquirenti, andando a impattare violentemente contro una zona rocciosa adiacente al litorale. Nell'incidente, la giovane, che aveva da poco compiuto 28 anni, ha riportato ferite gravissime che ne hanno reso necessario il ricovero immediato presso l’ospedale universitario Nuestra Señora de la Candelaria. I sanitari dell’isola hanno lottato per due giorni contro il tempo per stabilizzare le sue condizioni, ma domenica il suo cuore ha smesso di battere. L’istruttore che la accompagnava, rimasto ferito nello schianto, è invece sopravvissuto ed è stato trasferito in un’altra struttura sanitaria, l’Hospital del Sur, dove non sarebbe in pericolo di vita.

Cristina, originaria di Castelnuovo Bozzente, in provincia di Como, aveva scelto di trasferirsi a Tenerife circa un anno fa, dopo aver trascorso periodi in diverse città europee. Affascinata dai colori e dall’atmosfera dell’arcipelago, vi aveva messo radici insieme al compagno, trovando lavoro nel settore dell’armocromia e collaborando con alcune strutture ricettive della zona. La sua passione per la vita all’aria aperta e per lo sport l’aveva portata ad affrontare di nuovo l’esperienza del volo in parapendio, che aveva già provato in Italia e che desiderava ripetere proprio nei cieli delle Canarie. Quella che doveva essere una giornata di svago, peraltro legata a un regalo ricevuto per Natale dal fidanzato, si è trasformata in una tragedia.

La dinamica dell’incidente e lo schianto sulla spiaggia

La dinamica esatta di quanto accaduto è al centro di un’inchiesta aperta dalle autorità locali. Il volo, partito come una normale uscita turistica, si è improvvisamente trasformato in un dramma quando il parapendio ha perso quota finendo per schiantarsi in un’area impervia. I primi soccorritori giunti sul posto hanno trovato la 28enne in arresto cardiaco, riuscendo a rianimarla prima del trasferimento d’urgenza in ospedale; le sue condizioni, tuttavia, sono state giudicate subito disperate. La Procura spagnola ha avviato gli accertamenti del caso e, come da procedura, la salma di Cristina Colturi è stata trasferita all’Istituto Anatomico Forense per essere sottoposta ad autopsia, al fine di chiarire nel dettaglio le cause del decesso e della caduta. Nel frattempo, il parapendio utilizzato per il volo sarebbe stato posto sotto sequestro per consentire i necessari accertamenti tecnici.

Il dolore della famiglia e il gesto della donazione

Raggiunti dalla notizia, i familiari della ragazza, genitori e fratello, si sono precipitati a Tenerife dall’Italia. In un momento di profondo strazio, hanno voluto compiere un gesto di grande generosità autorizzando l’espianto degli organi, rispettando quella che pare fosse la volontà della stessa Cristina. L’operazione di prelievo è avvenuta all’alba di lunedì nello stesso ospedale dove la giovane era ricoverata; due organi, come riferito dal centro di coordinamento dei Trapianti, sono stati immediatamente impiantati in altrettanti pazienti in lista d’attesa presso il medesimo nosocomio. La notizia della sua scomparsa ha scosso profondamente non solo la comunità comasca in cui era cresciuta, ma anche l’ambiente in cui viveva e lavorava a Tenerife, dove Cristina era conosciuta e apprezzata per la sua solarità.

I soccorsi e la decisione sulla sepoltura

Mentre l’istruttore, ancora sotto choc, è stato ascoltato dagli inquirenti per fornire la propria versione dei fatti e aiutare a ricostruire gli istanti precedenti allo schianto, la famiglia ha dovuto affrontare le dolorose procedure per il rimpatrio o la sepoltura. Come riportato da alcuni media, sembra che Cristina avesse espresso in vita il desiderio di rimanere per sempre in quell’isola che l’aveva accolta e affascinata. Per questo motivo, i genitori e il fratello avrebbero deciso di rispettare la sua volontà, organizzando la sepoltura direttamente a Tenerife, tra il mare e i colori che lei tanto amava. Le indagini dovranno ora stabilire se si sia trattato di un fatale errore umano, di un avaria tecnica o di una sfortunata combinazione di fattori ambientali, come un’improvvisa e violenta folata di vento, a causare la caduta.

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