Chiara Petrolini, il racconto choc di una madre
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Redazione Interno
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Chiara Petrolini, una studentessa universitaria di 22 anni, si trova agli arresti domiciliari con l'accusa di omicidio volontario e soppressione di cadavere, dopo il ritrovamento dei resti di due neonati sepolti nel giardino della sua abitazione a Vignale di Traversetolo, in provincia di Parma. Durante un interrogatorio del 10 settembre scorso, la giovane ha raccontato agli investigatori della Procura di Parma di aver partorito il primo bambino da sola, di notte, nella sua camera. Nonostante i tentativi di rianimarlo, scuotendolo, il neonato non respirava e, in preda al panico, Chiara ha deciso di seppellirlo nel giardino.
Il ritrovamento dei resti del primo neonato è avvenuto circa un mese dopo quello del secondo figlio, scoperto ad agosto 2024. Le indagini, condotte con meticolosità dagli inquirenti, hanno portato alla luce dettagli inquietanti: secondo l'ipotesi della Procura, il primogenito sarebbe morto a causa di un'emorragia dovuta al taglio del cordone ombelicale senza la necessaria costrizione dei vasi. Tuttavia, questa accusa deve ancora essere verificata, poiché la misura cautelare è stata richiesta in relazione alla morte del secondo bambino.
Chiara Petrolini, durante l'interrogatorio, ha dichiarato di aver desiderato i suoi figli e di averli voluti vivi. Le sue parole, cariche di disperazione, hanno gettato una luce tragica su una vicenda già di per sé drammatica. Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire con precisione gli eventi che hanno portato alla morte dei due neonati, analizzando le ossa ritrovate nel giardino e raccogliendo ulteriori testimonianze.
La giovane madre, che si trova agli arresti domiciliari dal 20 settembre, ha fornito una versione dei fatti che dovrà essere attentamente valutata dagli inquirenti.




