Torino, gli ultras tornano in Maratona ma la contestazione a Cairo non si ferma

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Curva Maratona si riapproprierà del proprio spazio allo Stadio Olimpico Grande Torino, dopo una lunga assenza protrattasi per quattro mesi e interrotta solo in occasione del derby di fine campionato. La decisione, presa in occasione del raduno organizzato davanti al Filadelfia per la nuova stagione, sancisce la fine dello sciopero del tifo che aveva tenuto lontani gli Ultras Granata dagli spalti. Il ritorno, tuttavia, non segna la fine della protesta nei confronti del presidente Urbano Cairo, destinata anzi a continuare con modalità differenti ma non meno incisive.

La riunione al Filadelfia e la fine dello sciopero

Il raduno di sabato 19 luglio, che ha coinciso con il primo giorno di preparazione della squadra guidata da mister Ignazio Abate, è stato il teatro in cui i gruppi organizzati e i rappresentanti dei Toro club hanno ufficializzato il ritorno in Curva Maratona. La scelta, già nell'aria da tempo, è maturata in un clima di confronto tra le varie anime del tifo organizzato, che hanno condiviso la necessità di riappropriarsi dello stadio dopo una lunga fase di astensione.

Lo sciopero del tifo, protrattosi per l'intera primavera e oltre, aveva rappresentato la forma più radicale di dissenso verso la gestione del club; un'azione che ha però mostrato i propri limiti, non riuscendo a intaccare la presenza di un pubblico ridotto ma comunque presente, come ha sottolineato anche Mario Patrignani, storico tifoso granata e presidente del Toro Club Fedelissimi di Pesaro, in un'intervista rilasciata a Toro.it. Per i gruppi organizzati, quindi, è giunto il momento di cambiare strategia, trasformando l'assenza in presenza attiva e critica.

Contestazione continua: dentro lo stadio e non più fuori

La protesta contro Urbano Cairo, a cui i tifosi rimproverano una gestione societaria considerata poco ambiziosa, non si arresta con il ritorno in curva. Sebbene il presidente abbia più volte difeso il proprio operato, l'aria di contestazione che si respira attorno alla società granata è destinata a perdurare, trovando ora una nuova piattaforma espressiva all'interno dello stadio.

La decisione di tornare in Maratona è stata infatti accompagnata da una netta presa di posizione: i cori, gli striscioni e la contestazione pacifica si sposteranno dagli esterni del Filadelfia agli spalti dell'Olimpico, con l'obiettivo di occupare fisicamente lo spazio che era stato volontariamente lasciato vuoto. Come emerso durante il raduno, i tifosi non intendono cedere il proprio posto ai sostenitori della società, bensì reclamarlo per far sentire alta e chiara la propria voce, contro una dirigenza che non sentono più rappresentativa.

Le parole di Mario Patrignani: "Torniamo per contestare meglio"

Le dichiarazioni di Mario Patrignani hanno efficacemente sintetizzato il pensiero del tifo organizzato in questa delicata fase di transizione. Intervistato da Toro.it, il presidente del Toro Club Fedelissimi di Pesaro ha spiegato come la fine dello sciopero non equivalga a una resa, bensì a un cambio di paradigma: "Sì, sono d'accordo con il ritorno allo stadio, ma per contestare meglio". Patrignani ha sottolineato come l'idea di lasciare lo stadio vuoto sia un'utopia, perché tra i sostenitori di Cairo e i biglietti a prezzi ridotti, un numero compreso tra 5.000 e 8.

000 spettatori è sempre riuscito a entrare. "Non lascio lo stadio in mano a loro", ha proseguito Patrignani, ribadendo con forza la volontà di riappropriarsi della curva per non essere confuso con chi si omologa alle scelte della società. Il suo messaggio, dunque, è stato chiaro: entrare per sostenere la squadra, ma al contempo per contestare civilmente un club che, a suo dire, non rappresenta più i valori granata.

I precedenti delle contestazioni e il clima dell'ultima stagione

La decisione del tifo organizzato arriva al termine di un'annata calcistica caratterizzata da un clima di forte tensione tra curva e dirigenza. La scorsa estate, i gruppi della Maratona avevano già indetto una protesta contro il presidente, convocando un corteo davanti al Filadelfia in occasione della gara con l'Atalanta per contestare le cessioni di calciatori come Raoul Bellanova e Alessandro Buongiorno.

Una contestazione proseguita poi per tutta la stagione, alimentata da una serie di provvedimenti giudiziari che avevano colpito alcuni esponenti del tifo organizzato, come nel caso dell'inchiesta della procura di Torino su presunte violazioni del daspo. Inoltre, la protesta si era intensificata durante il match con il Monza, con cori e striscioni esposti nei pressi dell'impianto.

Questa tensione, che ha visto alternarsi momenti di silenzio a iniziative più eclatanti, ha ora trovato uno sbocco nella scelta di rientrare in curva, un segnale che non si traduce però in una tregua, ma in una nuova, diversa fase del braccio di ferro con il presidente Cairo.

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