Milano e Roma guidano la ripresa del lusso, ma la Costa Smeralda fa segnare il record

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   L’asticella del valore immobiliare, nel Belpaese, non sembra conoscere un vero e proprio soffitto, se è vero che nel corso del 2025 si è assistito non solo a una generalizzata crescita delle compravendite nel segmento medio-alto, ma anche a operazioni che hanno riscritto i parametri del "premium". I dati, emersi da una ricerca condotta da Engel & Völkers Italia in collaborazione con Nomisma, testimoniano un incremento del 6,3% nelle transazioni rispetto all’anno precedente, un segnale inequivocabile di come il mattone di prestigio rappresenti ancora un porto sicuro per chi ha liquidità da investire, nonostante il contesto geopolitico rimanga tutt’altro che stabile. A trainare questa corsa – ne ha parlato direttamente il ceo Muhannad Al Salhi durante la presentazione del consueto "Market Report Italia" – sono principalmente i grandi centri urbani, con Milano e Roma a fare da traino, ma non si può ignorare il fascino esercitato dalle località marittime e rurali, capaci di attrarre una platea di facoltosi compratori sempre più internazionale.

Il primato silenzioso della Sardegna e il fascino senza tempo della Capitale

Se si osserva il mercato nella sua totalità, si scopre che il vero record di vendita dell’anno non è stato firmato né in via Montenapoleone né vicino al Colosseo, bensì in Costa Smeralda. Una proprietà situata nella frazione di Romazzino, un complesso che si sviluppa su oltre due ettari di terreno con tre diverse ville, due spiagge private e un molo per superyacht, è stata ceduta per una cifra che supera i 160 milioni di euro, diventando di fatto la residenza più costosa mai venduta nella storia italiana. Si tratta di un bene che un tempo apparteneva a Henry Ford II – il quale ne aveva fatto un ritiro dorato – e successivamente all’ex ministro del petrolio saudita Ahmed Zaki Yamani, una circostanza che ha contribuito ad alimentare l’aurea di esclusività assoluta che circonda l’immobile.

Nel frattempo, nella Capitale, il mercato non è da meno: Roma risponde con una crescita vivace, trainata dal fascino senza tempo dei suoi quartieri iconici dove l’offerta, si sa, è limitata. Le zone del Centro Storico, insieme a quelle di Prati e di recente anche Garbatella, continuano a far registrare un aumento della domanda, sia da parte di facoltose famiglie italiane in cerca della prima casa, sia da parte di investitori stranieri che vedono nel Giubileo imminente un’occasione per valorizzare il proprio patrimonio.

Milano, il motore economico dove il metro quadro supera i ventimila euro

Spostando l’attenzione sul capoluogo lombardo, il quadro che emerge è quello di una città in perenne sfida con sé stessa. Milano continua a detenere lo scettro della città più cara, con punte che nel Quadrilatero della moda e a Brera schizzano oltre i 22.000 euro al metro quadro, raggiungendo in alcuni casi i 27.000 euro per soluzioni nuove o signorili. Il "meneghino", come viene chiamato familiarmente, non si limita però a difendere il primato dei prezzi, ma mostra una vitalità transazionale notevole: una recente operazione ha visto la vendita di un appartamento di 600 metri quadrati in via dell'Orso per la cifra record di 24 milioni di euro, a dimostrazione del fatto che il lusso meneghino attrae capitali da ogni parte del globo, indipendentemente dall’andamento dei tassi d'interesse fissati dalla Bce.

La Puglia e la sfida alla Toscana per la corona del Nord Europa

Se il Nord-Ovest del Paese tiene banco con le sue cifre da capogiro, il Sud gioca una partita diversa, basata sulla crescita esponenziale dei volumi e sul fascino dell'autenticità. La Puglia, in particolare, negli ultimi anni ha visto un’impennata della domanda per ville, masserie ristrutturate e trulli, tanto che i prezzi hanno quasi raggiunto – come si legge nei report di settore – le soglie toscane. Il tacco d’Italia sta assistendo a un fenomeno curioso: mentre in Toscana l’incremento delle compravendite di lusso si è fermato a cifre simboliche, in Puglia la crescita è stata a doppia cifra, con un aumento della richiesta del 62% nell’ultimo anno.

Si tratta di un fenomeno trainato principalmente da acquirenti esteri – americani, tedeschi e francesi su tutti – che acquistano queste proprietà non solo come investimento, ma anche come rifugio bucolico per periodi di vacanza o come residenza principale dopo il pensionamento. Il ceo di Engel & Völkers Italia, nel corso dell’intervista rilasciata a margine dell’evento, ha sottolineato come l’Italia rappresenti un’opportunità unica per il lusso globale, capace di offrire un mix di storia, paesaggio e stabilità giudiziaria che pochi altri mercati possono vantare, nonostante le guerre e l’instabilità economica che continuano a preoccupare i grandi patrimoni internazionali.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.