Sampdoria, una crisi che non accenna a placarsi
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Redazione Sport
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L'anno scorso, in un periodo non dissimile da questo, sembrava quasi un sacrilegio accostare il nome della Sampdoria all'ipotesi, tanto funesta quanto remota, della Serie C. Oggi, al contrario, quasi nessuno ci fa più caso, perché l'intero ambiente – al netto di una contestazione che, nei confronti della società, rimane costantemente accesa – ha ormai compreso, suo malgrado, come questa non possa essere liquidata come una crisi passeggera. La Sampdoria, che da anni ormai si trova stabilmente in fondo alle classifiche dei campionati a cui partecipa, è diventata la grande malata del calcio italiano, un paziente cronico le cui condizioni, dopo l'ultima sconfitta interna contro il Mantova, hanno toccato uno dei punti più bassi della sua storia recente. Quel risultato, infatti, ha fatto precipitare i blucerchiati all'ultimo posto in classifica, un dato di per sé eloquente che ha scatenato una giornata di tensioni e confronti al centro sportivo Mugnaini di Bogliasco.
Un confronto necessario a Bogliasco
Proprio nella struttura di Bogliasco, la giornata di ieri è stata segnata da un lungo faccia a faccia, protrattosi per tutto il pomeriggio, che ha coinvolto la dirigenza, l'area tecnica e la squadra nel suo insieme. Un incontro reso necessario dalla gravità del momento, il cui esito appare ancora tutto da definire. Nel corso di quelle ore, peraltro, si erano diffuse con insistenza voci riguardanti le presunte dimissioni del direttore sportivo Fredberg, circostanza che è stata però prontamente e categoricamente smentita dagli ambienti club. Maggiori incertezze, invece, sembrano gravare sulla posizione del preparatore Bertelli, il cui futuro nella compagine blucerchiata viene considerato in dubbio. A margine di questi delicati equilibri, è stata inoltre formalmente richiesta un'ulteriore rinforzo dei sistemi di sorveglianza proprio al Mugnaini, dettaglio che la dice lunga sul clima di tensione percepito.
La protesta dei tifosi al "Ferraris"
A rendere ancor più complesso il quadro, contribuisce in maniera decisiva il malessere della piazza, che dopo la sconfitta con il Mantova ha trovato una sua espressione plateale e durissima. Al rientro delle squadre dall'intervallo, infatti, è apparso nello stadio uno striscione di contestazione, esposto dalla Gradinata Sud, il cui messaggio non ammetteva repliche: “Ecco chi infanga la nostra storia: via questi infami dalla Sampdoria”. Un grido di rabbia, il loro, che si è concentrato in particolare su quattro figure, i cui volti sono stati mostrati simbolicamente: oltre a Fredberg, sono stati presi di mira Manfredi, Walker e Tey. Un clima, questo, che si è rivelato diametralmente opposto a quello che aveva caratterizzato l'inizio della partita, tutto dedicato alla nuova, e sentita, accoglienza riservata ad Attilio Lombardo, ritornato in blucerchiato.
Un panorama ligure in ombra
Quella della Sampdoria, del resto, non è una crisi isolata nel contesto regionale, ma sembra piuttosto riflettere un momento di profonda difficoltà per l'intero calcio ligure in Serie B. Lo Spezia, infatti, condivide con i blucerchiati una situazione di stallo che pare non conoscere fine, al punto che le due compagne di viaggio si ritrovano oggi appaiate in coda alla classifica, avendo collezionato sei sconfitte ciascuna. Una statistica che, come se non bastasse, viene ulteriormente aggravata dalle prestazioni di un'altra squadra del territorio, l'Entella, la quale può contare su un difensore goleador che le due rivali maggiori, evidentemente, si sognano. Il Mantova, unico ad aver fatto peggio con sette ko, ha paradossalmente firmato proprio al "Ferraris" il suo colpo più audace, aggiungendo così un ulteriore tassello a un quadro complessivo che, per la Liguria, si fa sempre più cupo.




