"La preside", la fiction che mette in onda le canzoni di Maria Nazionale e Fabiana

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il successo di pubblico, che ha toccato i quattro milioni e mezzo di spettatori per la seconda puntata, conferma come la serie "La Preside" abbia intercettato un sentire comune, raccontando con determinazione la storia di Eugenia Carfora, la dirigente scolastica che ha trasformato un istituto di Caivano da simbolo di degrado a luogo di riscatto. La fiction, andata in onda su Rai Uno con Luisa Ranieri protagonista, non si limita a narrare la battaglia quotidiana contro l'abbandono scolastico e l'oppressione camorristica, ma si intreccia consapevolmente con la cultura musicale del territorio, dando nuovo spazio a brani diventati espressione di certi vissuti. Nella quarta puntata, infatti, risuona "Ragione e Sentimento", hit del 2005 dell'attrice e icona neomelodica Maria Nazionale, affiancata dal più recente e crudo "Malessere" di Fabiana, canzone che affronta, seppur con linguaggio differente, tematiche affini di sofferenza e ricerca di una via d'uscita.

La scelta musicale come ponte con la realtà

L'operazione culturale compiuta dagli autori, i quali hanno scelto di includere tali brani non come semplice colonna sonora ma come elementi narrativi a pieno Titolo, serve a costruire un ponte ancor più solido tra la finzione scenica e la complessa realtà che essa intende rappresentare. La canzone della Nazionale, con il suo essere ormai un "cult", e il pezzo di Fabiana, oggetto di dibattito per i suoi testi espliciti, raccontano infatti quel medesimo intreccio di ragioni e sentimenti, di malessere e desiderio di riscatto, che anima la storia della preside e dei suoi studenti. Il regista Luca Miniero, nel descrivere il percorso compiuto, ha sottolineato come la scuola di Caivano sia passata dall'essere considerata una "discarica" a un moderno istituto, in una metamorfosi resa possibile solo da una caparbia fiducia nelle potenzialità dei giovani, anche quando essi stessi sembrano rifiutare qualsiasi aiuto.

Il racconto di una trasformazione possibile

La serie, ambientata nell'Istituto professionale Anna Maria Ortese – collocato in una delle più estese piazze di spaccio d'Europa –, mostra senza edulcorazioni le condizioni di partenza: assenteismo dilagante, carenze strutturali, un contesto segnato dall'abbandono. L'azione della dirigente, ispirata alla figura reale di Eugenia Liguori – la cui vicenda ha ispirato anche un provvedimento ministeriale noto come "decreto Caivano" dopo gravi fatti di cronaca –, dimostra come sia possibile, attraverso un'idea di scuola che vada oltre le mere nozioni, invertire una rotta apparentemente segnata. La fiction, quindi, pur nelle sue necessarie licenze narrative, si propone come un racconto emblematico, evidenziando come l'istruzione possa rappresentare l'ultimo baluardo contro la criminalità organizzata, che in quelle periferie recluta facilmente consensi e manovalanza.

Oltre lo schermo, l'eco di una battaglia reale

L'impatto del racconto supera i confini del piccolo schermo, riportando all'attenzione nazionale una storia di ordinario eroismo civile che ha avuto il merito di scuotere coscienze e istituzioni. La scelta di attingere a piene mani dal repertorio musicale neomelodico, spesso stigmatizzato o relegato a fenomeno di nicchia, compie un ulteriore passo significativo: legittima quella espressione artistica come specchio autentico di un humus culturale e sociale, rendendola parte integrante di un discorso più ampio sul cambiamento. La preside della fiction, come quella della realtà, ha scommesso sui ragazzi partendo proprio dalla comprensione del loro mondo, includendone i linguaggi, persino quelli musicali più controversi, in un percorso educativo che non nega le radici ma le piega verso un futuro diverso.

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