Castellammare di Stabia, aggredita insegnante di sostegno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Castellammare di Stabia, nel rione Scanzano, un episodio di violenza inaudita ha scosso la comunità scolastica: una docente di sostegno di 37 anni è stata brutalmente aggredita da un gruppo di circa trenta genitori e familiari di alcuni alunni. L'aggressione, avvenuta giovedì mattina all'interno del plesso "Catello Salvati" dell'Istituto Comprensivo "2 Panzini", è stata scatenata da accuse infondate di presunte violenze sessuali ai danni dei giovani studenti, accuse che, secondo gli accertamenti svolti finora dai carabinieri, non hanno alcun fondamento.

La dirigente scolastica Donatella Ambrosio, preoccupata per la sicurezza del personale e degli studenti, ha richiesto la presenza dei carabinieri per garantire un ritorno a scuola in sicurezza. La situazione, già tesa, è stata ulteriormente aggravata dalle chat dei genitori, che, secondo lo psicoterapeuta Giuseppe Lavenia, riflettono una società incapace di gestire le proprie frustrazioni. Lavenia, presidente dell'Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche e Cyberbullismo, ha sottolineato la necessità di vietare per legge queste chat, che spesso alimentano tensioni e malintesi.

L'episodio di Castellammare di Stabia non è un caso isolato: le scuole italiane sono sempre più spesso teatro di episodi di violenza, non solo tra studenti, ma anche contro docenti e dirigenti scolastici. Secondo i dati, in un anno si sono registrati 133 casi di aggressioni a scuola, con episodi che vanno dai calci e schiaffi all'uso di coltelli e persino pallini sparati da pistole giocattolo. Le ragioni di tali violenze sono spesso futili, come un voto troppo basso o una nota sul registro.

Nonostante il Decreto Caivano, che ha inasprito le pene per chi aggredisce i lavoratori della scuola, l'episodio di Castellammare di Stabia dimostra che le misure adottate finora non sono sufficienti.

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