Prysmian acquisisce Atkore per 3,8 miliardi di dollari e punta ai data center americani

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il colosso italiano dei cavi Prysmian ha messo a segno un'acquisizione di primaria importanza negli Stati Uniti, rilevando l'americana Atkore per un valore d'impresa di circa 3,8 miliardi di dollari, pari a 3,3 miliardi di euro, in un'operazione interamente in contanti che segna un ulteriore e deciso passo nell'espansione del gruppo guidato dall'amministratore delegato Massimo Battaini.

La notizia, diffusa nella giornata di domenica 2 agosto, è stata accolta con favore dal mercato, tanto che il titolo Prysmian ha viaggiato in rialzo a Piazza Affari, mentre le azioni Atkore hanno registrato un balzo significativo al Nasdaq, sostenute dal premio offerto rispetto al prezzo medio degli ultimi novanta giorni.

L'accordo, che è stato approvato all'unanimità dai consigli di amministrazione di entrambe le società, rappresenta una mossa strategica di notevole portata per il gruppo italiano, che intende accelerare la propria evoluzione verso un modello di fornitore integrato di soluzioni per le infrastrutture elettriche, con un focus particolare sui segmenti in più rapida crescita come l'elettrificazione e la costruzione di data center per l'intelligenza artificiale.

I dettagli dell'operazione e il premio per gli azionisti

Secondo i termini dell'accordo definitivo di fusione, Prysmian pagherà 95 dollari per ogni azione Atkore, un corrispettivo che incorpora un premio di circa il 23% rispetto al prezzo medio ponderato per i volumi degli ultimi 90 giorni precedenti al 31 luglio, e che sale a circa il 30% rispetto alla chiusura di venerdì precedente l'annuncio.

L'enterprise value di 3,8 miliardi di dollari si traduce in un multiplo di 9,8 volte l'EBITDA del 2025 e di 7,1 volte se si includono le sinergie a regime, che il gruppo stima possano raggiungere i 150 milioni di dollari annui entro tre anni dal closing.

L'acquisizione, che dovrebbe concludersi entro la fine del 2026, è soggetta all'approvazione della maggioranza degli azionisti di Atkore e al via libera delle autorità di regolamentazione, e verrà finanziata attraverso un mix di debito, strumenti ibridi e capitale proprio, con l'obiettivo di preservare il profilo di rating investment grade di Prysmian.

L'obiettivo: un "one-stop shop" per l'elettrificazione e l'AI

L'operazione si inserisce perfettamente nella strategia di Prysmian, che mira a consolidare la propria leadership in Nord America, un mercato considerato cruciale per lo sviluppo futuro, creando un operatore in grado di offrire una gamma completa di prodotti e servizi per le infrastrutture critiche.

Atkore, con sede in Illinois, è un attore di primo piano nella produzione di canaline elettriche in acciaio, PVC e alluminio, sistemi di gestione dei cavi, strutture di supporto, tubazioni e raccordi, un portafoglio di prodotti altamente complementare a quello dei cavi di Prysmian.

L'integrazione tra le due realtà permetterà di creare un punto di riferimento unico per i clienti, accelerando i tempi di consegna e semplificando i processi di installazione nei grandi progetti di elettrificazione e nei data center, dove la richiesta di soluzioni integrate e affidabili è in costante aumento.

Come ha spiegato lo stesso Massimo Battaini, l'obiettivo è quello di trovare la piattaforma commerciale giusta per massimizzare il potenziale di crescita e redditività, e Atkore rappresenta la combinazione ideale di prodotti complementari e opportunità di sinergia per accelerare questa transizione.

Le sinergie e il profilo del gruppo combinato

L'acquisizione di Atkore non è un caso isolato, ma si inserisce in una strategia di crescita per linee esterne che Prysmian porta avanti ormai da tempo in Nord America, come dimostrano le precedenti operazioni su General Cable, Encore Wire e Channell, tutte integrate con successo.

Sulla base dei dati pro-forma del 2025, il gruppo combinato avrebbe generato ricavi netti per circa 22,1 miliardi di euro e un EBITDA rettificato di circa 2,7 miliardi, a testimonianza delle dimensioni e della rilevanza che il nuovo soggetto andrà ad assumere su scala globale.

Oltre alle sinergie di costo, stimate in 150 milioni di dollari, l'operazione offrirà nuove opportunità di ricerca e sviluppo, combinando i cavi con componenti adiacenti per migliorare la produttività nei cantieri e aumentare l'affidabilità complessiva delle infrastrutture elettriche.

Per il colosso italiano, questa acquisizione rappresenta quindi un'occasione per rafforzare la propria posizione in un mercato strategico, rispondendo in modo più efficace alla crescente domanda di infrastrutture digitali ed energetiche negli Stati Uniti, un'area in cui gli investimenti, spinti anche dall'intelligenza artificiale, continuano a mostrare un ritmo di crescita sostenuto.

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