Giuseppe Pignatone si dichiara innocente ma non risponde ai magistrati
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Redazione Interno
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L'ex procuratore di Reggio Calabria e Roma, Giuseppe Pignatone, è stato interrogato dai magistrati di Caltanissetta in merito all'insabbiamento dell'inchiesta mafia-appalti del 1992. Pignatone, indagato per favoreggiamento alla criminalità organizzata, ha scelto di non rispondere alle domande.
L'inchiesta del 1992
L'indagine risale al 1992 e riguarda i presunti rapporti tra i mafiosi palermitani Antonino Buscemi e Francesco Bonura e il gruppo imprenditoriale guidato da Raul Gardini. L'inchiesta aveva attirato anche l'attenzione del magistrato Paolo Borsellino.
Le accuse contro Pignatone
Giuseppe Pignatone è accusato di aver insabbiato le indagini su mafia e appalti, favorendo così i boss mafiosi. L'ex procuratore è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta.
L'interrogatorio a Caltanissetta
Pignatone si è presentato a Caltanissetta per essere interrogato dal capo dell'ufficio inquirente Salvatore De Luca, che coordina l'inchiesta insieme all'aggiunto Pasquale Pacifico e ai sostituti Davide Spina, Claudia Pasciuti e Nadia Caruso. Tuttavia, l'ex procuratore ha scelto di non rispondere alle domande dei magistrati.
La vicenda di Giuseppe Pignatone rappresenta un caso complesso e delicato, che coinvolge uno degli ex magistrati più autorevoli e prestigiosi d'Italia. Le indagini proseguiranno per fare luce su eventuali responsabilità e connivenze con la criminalità organizzata.




