Trump nomina la fedelissima Halligan procuratrice in Virginia
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Redazione Esteri
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Donald Trump ha scelto di insediare una delle sue più strette collaboratrici in un ruolo di primo piano nell’apparato giudiziario federale, confermando quella strategia di affidamento ai "fedelissimi" che caratterizza la sua amministrazione. La designazione di Lindsey Halligan, trentacinquenne avvocata che in passato è stata anche reginetta di bellezza, alla guida della procura del distretto orientale della Virginia è stata annunciata direttamente dal presidente attraverso il suo social Truth. Un passaggio, questo, che ha immediatamente catalizzato l’attenzione dell’establishment legale e politico, sollevando perplessità in merito all’esperienza della nuova procuratrice per un incarico di tale levatura.
La Halligan, che ha fatto parte del team legale di Trump in procedimenti di alto profilo come il caso Mar-a-Lago e la causa contro la Cnn, subentra a Erik Siebert, la cui uscita di scena appare motivata da una presunta mancanza di allineamento con l’attuale inquilino della Casa Bianca. Il presidente, definendola "forte, intelligente e leale", ha dunque premiato una figura la cui fedeltà è considerata il requisito primario per accedere al suo entourage. La sua carriera forense, sebbene legata a doppio filo alla difesa degli interessi del tycoon, viene ora valutata alla luce delle pesanti responsabilità che dovrà gestire.
Questa mossa si inserisce in un contesto più ampio, che vede Trump intento a plasmare gli organi giudiziari secondo una linea di assoluta vicinanza personale. Poche ore prima della nomina, sempre su Truth, aveva esortato la ministra della Giustizia Pam Bondi a "perseguire i nemici", un riferimento esplicito a quanti lo hanno indagato o ostacolato. Un linguaggio che, nonostante le critiche di forzatura autoritaria arrivate dall’opposizione democratica, delinea una volontà precisa di utilizzare gli strumenti della giustizia in modo assertivo.




