Bimba morta a due anni dopo le dimissioni, il pm indaga il pediatra

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una vicenda che ha gettato nello sconforto la provincia di Belluno, dove una bambina di appena due anni, Ludovica, ha trovato la morte nella propria casa la mattina di domenica 16 novembre, poche ore dopo essere stata rimandata a casa dall’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre. La piccola, che si era presentata in pronto soccorso con una febbre molto elevata e un arrossamento alla gola, era stata visitata durante la notte tra venerdì 14 e sabato 15 novembre dal pediatra di turno, il quale, dopo averla osservata, ne aveva disposto la dimissione prescrivendo una cura a base di antibiotici e aerosol. La rapidità con cui gli eventi sono precipitati, culminati nel decesso avvenuto in un lasso di tempo così breve dal ricovero, ha spinto la Procura di Belluno ad aprire con solerzia un’indagine approfondita, ipotizzando il reato di omicidio colposo e iscrivendo nel registro degli indagati proprio il medico che aveva in cura la piccola paziente.

I dettagli della notte in ospedale

La ricostruzione di quei momenti critici, che la magistratura sta ora esaminando con meticolosa attenzione, si basa anche sulla testimonianza della madre, la quale ha riferito agli investigatori che la visita in pronto soccorso sarebbe durata circa cinquanta minuti, un lasso di tempo che, alla luce dell’epilogo, viene analizzato per valutare la diligenza e la profondità dell’accertamento clinico effettuato. Il pediatra, dopo aver visitato la bimba e diagnosticato una forma febbrile con faringite, ritenne che le sue condizioni non richiedessero un ulteriore ricovero, affidando alla famiglia le indicazioni per la terapia domiciliare. Quella decisione, apparentemente routine in un contesto di pronto soccorso, è ora al centro di un procedimento giudiziario che dovrà stabilire, al di là di ogni ragionevole dubbio, se siano state commesse negligenze o imperizie nel valutare lo stato di salute della piccola, il cui peggioramento è stato fulmineo e inatteso.

L’avvio delle indagini e l’autopsia disposta dal pm

A coordinare le indagini, che hanno visto immediatamente l’iscrizione del sanitario nel registro degli indagati, è il pm Fabris, il quale ha già disposto che sul Corpo della piccola Ludovica venga eseguita un’autopsia, fissata per venerdì 21 novembre. L’esame anatomo-patologico, che rappresenta un passaggio cruciale nell’inchiesta, avrà il compito di accertare con precisione le cause del decesso, cercando di individuare l’eventuale presenza di complicanze o di patologie non diagnosticate che possano aver condotto all’improvviso aggravarsi del quadro clinico. Si tratta di un atto dovuto, necessario per separare le tragiche coincidenze da eventuali responsabilità professionali, in un caso che ha inevitabilmente sollevato interrogativi profondi sui protocolli e sulle prassi seguite in un reparto dove ogni decisione assume un peso specifico enorme.

Il percorso verso la verità processuale

Il fascicolo aperto dalla procura bellunese, mentre la comunità attende con angoscia delle risposte, procede ora lungo il duplice binario dell’analisi della documentazione sanitaria e dell’esito delle indagini medico-legali, senza tralasciare alcun dettaglio di quella notte. La posizione del pediatra, la cui professionalità è sottoposta al vagine della legge, verrà definita in base a quanto emergerà dalle perizie e dalla ricostruzione dei fatti, in un procedimento che dovrà coniugare il dolore di una famiglia con le necessarie garanzie per chi è chiamato a rispondere della propria condotta. La giustizia, con i suoi tempi e i suoi metici, è ora chiamata a fare piena luce su una tragedia che ha stroncato una vita ancora in fiore, cercando di capire se, e in che misura, il corso degli eventi avrebbe potuto essere modificato.

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