Bimba di 2 anni muore a Feltre dopo il pronto soccorso, indagato un pediatra gettonista

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una bambina di due anni, Ludovica, è spirata nella sua abitazione a Borgo Valbelluna, nel Bellunese, la mattina del 15 novembre, poche ore dopo essere stata visitata e dimessa dal pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre. I genitori, nella notte precedente, preoccupati dalle condizioni della figlia, l’avevano condotta in ospedale dove la piccola, come emerso, presentava una febbre particolarmente elevata, associata a una marcata difficoltà respiratoria e a uno strabismo agli occhi, segni clinici che, nel loro complesso, avrebbero richiesto un’attenta valutazione.

Le indagini sulla condotta medica

Sulla vicenda, che ha sconvolto la tranquilla zona, la Procura della Repubblica ha avviato un’inchiesta i cui riflettori si sono concentrati su un unico indagato, il pediatra che quella notte era in servizio nel reparto. L’uomo, un medico di 76 anni di origine indiana, iscritto all’ordine professionale di Vicenza, prestava la propria opera come “gettonista”, una figura che, essendo in pensione, viene assunta per sostituzioni temporanee. A lui, che ha visitato la piccola Ludovica, è contestata l’ipotesi di reato di omicidio colposo, poiché si sta verificando se le dimissioni siano state decise con eccessiva fretta e senza il necessario approfondimento diagnostico.

L’attesa per l’esito dell’autopsia

Le risposte decisive, che potranno chiarire le reali dinamiche della tragedia, sono attese dall’esame autoptico, il cui svolgimento è stato disposto dalle autorità giudiziarie. L’autopsia, dalla quale ci si aspetta di conoscere le cause precise del decesso, rappresenta un momento cruciale per l’inchiesta, in quanto fornirà elementi oggettivi per valutare la correttezza, o meno, dell’operato del sanitario. Saranno i riscontri tecnico-scientifici a stabilire, al di là di ogni ragionevole dubbio, se la condotta del medico sia stata adeguata alla sintomatologia manifestata dalla paziente o se, al contrario, abbia costituito una negligenza.

Il profilo del medico sotto inchiesta

Il pediatra coinvolto, nato nel 1949, pur essendo in età da pensione continua a svolgere la professione attraverso incarichi a gettone, una prassi non infrequente negli ospedali italiani, i quali spesso fanno ricorso a queste figure per far fronte a carenze di organico. La sua iscrizione all’albo provinciale di Vicenza ne certifica l’abilitazione alla professione, mentre le indagini degli inquirenti si stanno concentrando esclusivamente sulle sue decisioni cliniche in quella specifica circostanza, dopo che egli autorizzò il rientro della bimba al domicilio familiare.

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