Indagato per la morte di Ludovica il pediatra gettonista di Feltre
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Redazione Interno
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Una bambina di due anni, di nome Ludovica, è morta nella sua casa di Borgo Valbelluna, poche ore dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre. I genitori, che avevano accompagnato la piccola in ospedale a causa di febbre alta, astenia e un evidente strabismo, si sono ritrovati a fare i conti con una tragedia improvvisa, la cui dinamica è ora al centro di un’indagine della Procura. La morte della bimba, avvenuta nella notte tra venerdì e sabato, ha immediatamente attivato le procedure investigative per accertare le responsabilità, se ve ne sono, di chi l’ha visitata prima del rientro a casa.
Il medico in servizio quella notte
La persona iscritta nel registro degli indagati, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, è il pediatra che era in servizio quella notte e che ha valutato le condizioni di Ludovica. Si tratta di un professionista di 76 anni, assunto con la formula del “gettone”, una modalità di assunzione temporanea a cui gli ospedali, specialmente quelli di dimensioni più contenute come quello di Feltre, ricorrono per far fronte alle carenze di organico. A lui, che rappresenta l’unico indagato nel procedimento, spettava il compito di diagnosticare il malessere della piccola, la quale presentava, oltre alla febbre, anche difficoltà respiratorie.
La visita e la terapia prescritta
Dopo la visita in pronto soccorso, il medico ha diagnosticato una sospetta laringotracheite acuta, una patologia che, sebbene potenzialmente seria, viene spesso gestita in regime ambulatoriale. Di conseguenza, ha prescritto una terapia basata su un aerosol, una flebo di soluzione fisiologica e la somministrazione di un antibiotico, disporreando poi la dimissione della piccola. Una decisione, questa, che si è rivelata fatale, considerando che il decesso è sopraggiunto a distanza di pochissimo tempo dal rientro nella dimora familiare, senza che vi fosse il tempo per una seconda valutazione.
L’autopsia per le cause del decesso
Le indagini, che procedono senza sosta, vedono oggi un momento cruciale con l’esecuzione dell’autopsia sul corpo della bambina, affidata all’Istituto di medicina legale. L’esame, disposto dal magistrato, ha l’obiettivo primario di determinare con precisione le cause della morte, un elemento senza il quale non è possibile stabilire se la condotta del pediatra sia stata appropriata o se, al contrario, abbia peccato di eccessiva fretta o di superficialità nell’analisi dei sintomi, alcuni dei quali, come lo strabismo, potevano far pensare a complicazioni di natura neurologica. L’esito dell’autopsia sarà dirimente per le successive valutazioni della magistratura.




