Feltre, il consiglio comunale contro la chiusura di Hydro

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il consiglio comunale di Feltre ha preso una posizione netta, condannando all'unanimità il rischio di chiusura dello stabilimento Hydro, dopo che l'azienda ha annunciato le sue intenzioni attraverso un comunicato stampa, una modalità che aveva già sollevato le perplessità della sindaca Fusaro, la quale aveva sottolineato la mancanza di un dialogo preliminare con il territorio. L'organo amministrativo, esprimendo una ferma opposizione alla decisione, si è impegnato a sollecitare l'avvio immediato di un tavolo di crisi, riconoscendo la necessità di un confronto serrato con le parti sociali e portando la vertenza all'attenzione dei ministeri competenti e della Regione, in un tentativo di trovare una soluzione che scongiuri la cessazione dell'attività.

La protesta ai cancelli

Mentre la politica discuteva in aula, la reazione più immediata e visibile è giunta dai cancelli dello stabilimento, dove la battaglia dei 115 lavoratori è cominciata all'alba di giovedì, con un presidio che ha impedito l'accesso a uomini e mezzi, ricevendo numerose manifestazioni di solidarietà. Quel blocco, iniziato in una mattina fredda, è proseguito per tutta la giornata successiva, diventando il simbolo fisico di una resistenza che coinvolge non solo il personale dipendente ma l'intera area, la quale vede minacciato un pilastro della sua economia. La determinazione dei manifestanti, che hanno scelto di presidiare ininterrottamente il sito, ha di fatto paralizzato la produzione, trasformando lo spazio antistante la fabbrica in un luogo di rivendicazione e di appello alle istituzioni.

La risposta sindacale

Le organizzazioni sindacali, dopo essersi alzate dal tavolo negoziale a seguito dell'annuncio aziendale, considerato "un fatto gravissimo e totalmente inaccettabile", hanno immediatamente proclamato 48 ore di sciopero, a cui è seguito l'avvio del presidio permanente. "Questa decisione rappresenta un attacco diretto al futuro delle lavoratrici e dei lavoratori, alle loro famiglie e all'intero tessuto economico e sociale del nostro territorio", hanno affermato i rappresentanti, sottolineando la portata dell'operazione che non riguarda soltanto i posti di lavoro ma la tenuta di un distretto produttivo. La scelta di bloccare materialmente l'ingresso e l'uscita dei mezzi costituisce la risposta più diretta a quella che viene percepita come una mossa unilaterale e senza preavviso.

Il valore strategico dello stabilimento

La decisione della multinazionale Hydro, che rientra in un piano più ampio di chiusura di cinque stabilimenti europei, non è una semplice riga di cronaca industriale ma, come evidenziato da alcune analisi, sancisce simbolicamente la fine dell'estrusione dell'alluminio in Italia. Lo stabilimento di Feltre, infatti, non era un impianto qualunque bensì un simbolo assoluto di un settore strategico, un pilastro storico della manifattura nazionale la cui possibile cessazione attività equivarrebbe a un vero e proprio "funerale" per questa specifica filiera. La sua centralità, che travalica i confini locali, rende la vicenda un caso emblematico delle dinamiche che interessano l'industria pesante nel paese, segnata da ristrutturazioni che spesso ne alterano il panorama in modo definitivo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.