Strage di Mileto, non ce l'ha fatta la piccola Ema: il bilancio sale a tre vittime
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Redazione Interno
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Si è spenta questa mattina, 2 settembre, al Centro grandi ustioni di Bari, Ema, la bambina slovena di 10 anni rimasta gravemente ustionata nell'esplosione avvenuta il 25 agosto all'interno del B&B Villa Mary, a Mileto, nel Vibonese. La piccola, arrivata in Puglia in condizioni disperate dopo il trasferimento d'urgenza nel reparto specializzato, ha lottato tra la vita e la morte per una settimana intera, ma le ustioni riportate nella deflagrazione si sono rivelate troppo estese e i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
Con la scomparsa della bambina, che tra poco avrebbe ripreso la scuola e che si trovava in Calabria dalla Slovenia per una vacanza con la famiglia, sale a tre il numero delle vittime di quella che si configura ormai come una vera e propria strage familiare.
La dinamica della tragedia e il ricovero dei familiari
L'esplosione, la cui natura è al vaglio degli inquirenti, aveva investito in pieno l'unità abitativa in cui alloggiavano i turisti, provocando ferite gravissime a tutti i componenti del nucleo familiare.
I soccorsi, immediati, avevano permesso di estrarre i corpi dalle macerie e di avviare il trasporto verso i centri specializzati per grandi ustionati, considerata la criticità delle lesioni riportate: il padre, Izidor Yamnik, 46 anni, era stato ricoverato al Centro grandi ustioni di Palermo, dove purtroppo non ce l'ha fatta, mentre la madre, Petra Cobolt, era stata trasferita al centro di Catania, morendo nella notte tra lunedì e martedì a causa delle ustioni.
La loro unica figlia, Ema, era stata invece portata d'urgenza a Bari, dove ha ricevuto assistenza intensiva fino al tragico epilogo di questa mattina, che ha cancellato ogni speranza di sopravvivenza per l'intera famiglia.
L'inchiesta e le indagini sulla deflagrazione
Sul luogo della tragedia, il B&B Villa Mary, sono al lavoro i carabinieri e i vigili del fuoco, che stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell'esplosione, ipotizzando una possibile fuga di gas o un malfunzionamento degli impianti, anche se al momento non vengono escluse altre piste. La procura di Vibo Valentia ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità, acquisendo la documentazione relativa alla struttura ricettiva e sentendo i testimoni che quella notte hanno udito il boato, il quale ha svegliato l'intero paese di Mileto.
L’attenzione degli inquirenti si concentra sullo stato di manutenzione dell'immobile e sugli impianti di sicurezza, elementi che potrebbero chiarire le cause di un incidente che ha sconvolto la comunità locale e lasciato sgomenta l'opinione pubblica.
Il cordoglio e il ricordo della comunità
La notizia della morte della piccola Ema, giunta dopo quella dei suoi genitori, ha suscitato profonda commozione a Mileto, dove la famiglia slovena era arrivata per trascorrere una vacanza estiva in un territorio noto per le sue bellezze naturali e la sua accoglienza. Il sindaco del comune vibonese ha espresso il proprio dolore a nome dell'intera amministrazione, sottolineando come un fatto di questa gravità lasci un segno indelebile in una comunità che si stringe attorno al ricordo delle tre vittime, anche se nessuna parola può lenire una perdita così devastante.
La salma della bambina, come disposto dall'autorità giudiziaria, rimarrà a disposizione per gli accertamenti del caso, mentre si attende il nullaosta per il rimpatrio delle salme in Slovenia, dove la famiglia Cobolt-Yamnik era conosciuta e ben voluta.
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