Esplosione nel B&B Villa Mary, a Mileto, nel Vibonese
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Redazione Interno
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Si è spenta nella mattinata di mercoledì 2 settembre 2026, al Centro grandi ustioni di Bari, Ema, la bambina slovena di 10 anni che era rimasta gravemente ustionata nell'esplosione avvenuta il 25 agosto all'interno del B&B Villa Mary, a Mileto, nel Vibonese. La piccola era stata trasferita d'urgenza in Puglia dopo il tragico evento, arrivando nel reparto specializzato in condizioni giudicate fin da subito disperate.
I medici hanno tentato per giorni di strapparla alla morte, ma l'estensione e la profondità delle ustioni riportate nella deflagrazione hanno reso vano ogni sforzo terapeutico, chiudendo così una vicenda che ha già cancellato un'intera famiglia.
La dinamica della deflagrazione e il bilancio delle vittime
L'esplosione, che aveva sconvolto la tranquilla località calabrese nella serata del 25 agosto, aveva coinvolto la famiglia al completo, in vacanza nella struttura ricettiva. Con la morte di Ema, il numero delle vittime legate a quel boato sale a tre: il padre della bambina aveva perso la vita sul colpo o nelle ore immediatamente successive allo scoppio, mentre la madre, anch'essa gravemente ferita, non ce l'ha fatta nelle 24 ore precedenti al decesso della figlia.
La deflagrazione, la cui origine è ancora al centro degli accertamenti da parte degli inquirenti, aveva distrutto parte della struttura, provocando il crollo di alcuni solai e rendendo difficili le operazioni di soccorso.
L'inchiesta e gli sviluppi giudiziari
Sul fronte giudiziario, la Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e disastro colposo, ipotizzando possibili negligenze nella manutenzione degli impianti o nella gestione delle bombole di gas. Il titolare del B&B Villa Mary risulta formalmente indagato, anche se al momento non sono emerse responsabilità definitive.
Un primo passaggio formale dell'inchiesta è fissato per venerdì 4 settembre, data in cui sarà conferito al medico legale l'incarico per eseguire l'autopsia sul corpo del padre, una delle prime consulenze tecniche disposte nell'ambito del procedimento. Gli accertamenti autoptici, che verranno estesi anche alle altre vittime, serviranno a chiarire con esattezza le cause del decesso e a ricostruire con maggiore precisione la sequenza degli eventi.
Il dolore e la comunità
La notizia della scomparsa della piccola Ema ha suscitato profonda commozione, gettando ulteriore sconforto su una vicenda già segnata da un lutto immane. Le autorità locali e gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire ogni dettaglio della vicenda, raccogliendo testimonianze e verificando la conformità della struttura alle normative di sicurezza. Gli inquirenti stanno esaminando la documentazione relativa alla manutenzione e all'installazione degli impianti, nel tentativo di individuare eventuali concause che possano aver contribuito alla tragedia.
L'attenzione è concentrata sulla possibilità di una fuga di gas, ma non vengono trascurate altre ipotesi, inclusa quella di un guasto elettrico.
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