Terremoto al largo della Calabria, la scossa di magnitudo 4.7 avvertita nel Vibonese
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Redazione Interno
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Una leggera ma distinta oscillazione, avvertita principalmente nei piani alti dei palazzi e lungo la fascia costiera, ha interrotto il silenzio del sabato sera in Calabria. Alle 19:28 di oggi, 13 giugno, la sala sismica dell’Ingv di Roma ha rilevato un movimento tellurico di magnitudo 4.7 localizzato nel Tirreno meridionale, al largo delle coste calabresi. L'ipocentro, stando ai primi rilievi strumentali, si colloca a una profondità di 214 chilometri.
Una caratteristica, quest'ultima, che risulta decisiva nel comprendere la natura dell'evento e il suo modesto impatto sul territorio, nonostante un valore energetico potenzialmente significativo.
Le ragioni della scossa e il contesto geologico
A differenza dei terremoti distruttivi che hanno segnato la storia della regione, quello di oggi appartiene a una categoria ben precisa e studiata dai geofisici: i fenomeni sismici profondi. L'area del Tirreno meridionale, dove sorge l'epicentro (con coordinate 38.6780, 15.4683), è infatti teatro di un processo geologico noto come subduzione.
In parole semplici, la litosfera del Mar Ionio sprofonda lentamente sotto la Calabria; un movimento ancestrale che, generando attriti e tensioni nelle rocce a decine di chilometri sotto la superficie, dà vita a questi sismi particolari. In questo caso specifico, la grande profondità ha agito come un filtro: l'energia, viaggiando per oltre duecento chilometri prima di raggiungere la superficie, si è attenuata, trasformandosi in un dondolio lento e poco pericoloso piuttosto che in una scossa violenta e distruttiva.
La percezione nelle località costiere
La popolazione ha comunque avvertito distintamente il passaggio delle onde sismiche, in particolare lungo la Costa degli Dei e nella zona del Vibonese, dove il comune di Ricadi risulta tra i più vicini all'area interessata. Testimonianze raccolte a Vibo Valentia descrivono un movimento avvertito con maggiore intensità da chi si trovava ai piani superiori degli edifici, mentre al livello stradale la percezione è stata decisamente più sfumata.
Non si segnalano, al momento, danni a persone o cose, un dato confortante che conferma come la profondità abbia schermato completamente la forza distruttiva solitamente associata a una magnitudo 4.7. Le segnalazioni di risentimento, oltre che dalla Calabria, sono giunte anche dalla Sicilia nord-orientale, segno dell'ampia area interessata dalla propagazione delle onde.
Un doppio evento sismico nel giro di pochi minuti
L'attività sismica di oggi, va notato, non si è limitata a questo singolo episodio. Pochi minuti prima delle 19.28, esattamente alle 19.25, la rete di monitoraggio aveva già registrato un altro evento. Questa volta, però, la scossa di magnitudo 3.1 è stata localizzata nel Mar Ionio Settentrionale, al largo della costa crotonese, ma a una profondità di soli 10 chilometri. Si tratta, in questo secondo caso, di un terremoto superficiale e di energia contenuta, che rientra nella normale dinamica di una delle zone geologicamente più attive del Mediterraneo.
I due episodi, pur ravvicinati nel tempo, sono avvenuti in contesti geologici distinti e non sembrano essere direttamente collegati tra loro se non per la comune natura tettonica della regione.




