Femminicidio e suicidio a Mileto, la tragedia di una separazione

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Un lago di sangue, la fine di un legame che si stava spezzando, due corpi senza vita. È questa la scena raccapricciante che hanno trovato i carabinieri, chiamati d’urgenza nella tarda serata di venerdì a Mileto, in provincia di Vibo Valentia, dopo l’allarme lanciato da un familiare. Pasquale Calzone, un commercialista di sessantatré anni, e sua moglie, Maria Assunta Currà, di cinquantacinque, sono stati ritrovati nella loro abitazione, entrambi uccisi da colpi d’arma da fuoco. L’uomo, stando alle prime ricostruzioni dei militari, avrebbe sparato alla donna nel corso di un litigio particolarmente acceso, per poi rivolgere la pistola contro se stesso. La coppia, infatti, non viveva più insieme da diversi mesi, una separazione che sembrava essere la premessa di percorsi finalmente distinti.

Una vita in fuga, un ritorno fatale

La donna, nel tentativo di allontanarsi da un contesto ormai insostenibile, aveva lasciato la casa coniugale scegliendo di trasferirsi in Toscana, presso la sorella, per ricostruirsi un’esistenza. Negli ultimi giorni, però, era tornata in Calabria con la ferma intenzione di stabilirsi definitivamente a Vibo Valentia, completando così quel distacco che il marito evidentemente non poteva o non voleva accettare. Quel pomeriggio di venerdì, secondo quanto si apprende, era rientrata nell’abitazione che un tempo condividevano, probabilmente per prendere alcune sue cose o per concludere le pratiche del trasloco. Un gesto ordinario, che si è trasformato in una trappola mortale.

La dinamica della violenza

La lite, scoppiata forse proprio a causa di quelle ultime incombenze che sanciscono la fine di un matrimonio, deve essere degenerata in fretta, in un crescendo di rabbia e disperazione che ha avuto un solo, tragico epilogo. L’uomo ha impugnato una pistola, colpendo a morte la moglie che aveva deciso di lasciarlo, per poi compiere l’estremo gesto su se stesso. A scoprire l’orrenda scena, dando l’allarme, è stato il fratello di Pasquale Calzone, il quale, non riuscendo a contattarlo, si è recato sul posto trovando la porta di casa aperta. I soccorsi, ormai, non potevano fare altro che constatare il decesso di entrambi.

Le indagini per ricostruire l’accaduto

Sul caso, la procura di Vibo Valentia ha aperto un fascicolo e i carabinieri del nucleo investigativo sono al lavoro per ricostruire con precisione ogni passaggio di quelle ore, ascoltando i testimoni e i parenti per comprendere lo stato d’animo dei due e la sequenza degli eventi. La separazione, vissuta dalla donna come una necessaria liberazione, si è rivelata invece il movente di una furia omicida che non ammetteva repliche. Un fatto di cronaca nera che, purtroppo, si inserisce in un filone tristemente noto, dove la fine di una relazione diventa il pretesto per l’annientamento dell’altra persona e di sé stessi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.