Mileto, un femminicidio e un suicidio nella quiete del Vibonese

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La provincia di Vibo Valentia, un territorio che spesso incarna nelle sue storie private le contraddizioni più profonde del paese, è stata teatro, nel pomeriggio di ieri, di un nuovo fatto di sangue che si conclude con due vite spezzate. A Mileto, un comune del vibonese, un commercialista di 63 anni, Pasquale Calzone, e sua moglie, Maria Assunta Currà, di 55, sono stati rinvenuti senza vita all’interno di un’abitazione, distesi in un lago di sangue che ha immediatamente raccontato ai primi soccorritori l’irreparabilità della scena.

La coppia, stando a quanto ricostruito dalle prime indagini dei carabinieri, era separata ormai da mesi, una condizione giuridica ed emotiva che, in troppi casi, trasforma un legame in una trappola mortale. La donna, per sottrarsi a un clima ormai insostenibile, aveva da tempo lasciato la Calabria per trasferirsi in Toscana, dove viveva con una sorella; negli ultimi giorni, tuttavia, era tornata nella terra d’origine con l’intenzione, apparentemente definitiva, di stabilirsi a Vibo Valentia, probabilmente per chiudere ogni conto con il passato e con l’uomo da cui si era allontanata. Un ritorno che, invece di segnare un nuovo inizio, ha rappresentato l’epilogo di una storia che doveva finire in altro modo.

Sulla sequenza precisa degli eventi, che pare essere iniziata con una lite furiosa e si sia conclusa con il silenzio irreversibile degli spari, gli inquirenti stanno ancora lavorando, attendendo i risultati delle indagini medico-legali e di quelle balistiche, le uniche in grado di ricostruire con esattezza i movimenti all’interno dell’appartamento e la traiettoria dei proiettili. Quel che appare certo, e che costituisce un dettaglio agghiacciante, è l’arma del delitto: una pistola detenuta legalmente dall’uomo, la quale, da oggetto forse associato a un hobby o a una passione, si è trasformata nello strumento di una doppia fine. A dare l’allarme, dopo vani tentativi di contatto telefonico, è stato un familiare dello stesso Calzone, il quale, recatosi sul posto, si è trovato davanti a uno spettacolo di morte che ha immediatamente allertato le forze dell’ordine.

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