Mileto si ferma per un femminicidio, il sindaco decreta il lutto cittadino

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Un silenzio innaturale è calato su Mileto, interrotto solo dalle auto dei carabinieri che presidiano il luogo dove, nel pomeriggio di ieri, si è consumata quella che il sindaco Salvatore Fortunato Giordano non ha esitato a definire un'"immane tragedia". Il primo cittadino, dopo essersi recato personalmente a confortare i familiari delle vittime, ha disposto il lutto cittadino per il giorno dei funerali di Maria Assunta Currà, 55 anni, e del 63enne Pasquale Calzone, morti in un episodio di violenza domestica che ha le caratteristiche di un femminicidio seguito dal suicidio dell'aggressore. La coppia, stando alle prime ricostruzioni, aveva interrotto la propria convivenza lo scorso agosto, dopo una vita trascorsa insieme, ma quel distacco non era stato evidentemente metabolizzato, preparando il terreno a un esito che nessuno, forse, poteva immaginare così drammatico.

La ricostruzione dei fatti e l’arrivo dei soccorsi

Sarebbe stato il fratello di Pasquale Calzone a dare l’allarme, insospettito dalla mancata risposta ai reiterati tentativi di contatto telefonico con il congiunto. Giunto sul posto, si è trovato di fronte una scena agghiacciante, trovando i corpi senza vita di entrambi all’interno dell’abitazione, in un bagno di sangue. I militari dell’Arma, accorsi immediatamente, hanno constatato la morte della donna per colpi d'arma da fuoco e il successivo suicidio dell’uomo, che ha rivolto la pistola contro se stesso. Via Giuseppe Di Vittorio, teatro della tragedia, si è rapidamente trasformata in un luogo di cordoglio e dolore, dove i parenti, accorsi da diverse parti, hanno dato sfogo a una sofferenza tanto improvvisa quanto lacerante, sotto gli occhi attoniti di un’intera cittadina che fatica a capacitarsi dell’accaduto.

Le indagini della procura e gli accertamenti disposti

A coordinare le indagini, affidate ai carabinieri, è il pm della Procura di Vibo Valentia Alessandra Trabucco, la quale ha già provveduto a disporre l’autopsia sui due corpi, nel frattempo trasferiti presso l’obitorio dell’ospedale Jazzolino. Parallelamente all’esame autoptico, è stata ordinata una perizia balistica, necessaria per ricostruire con precisione la dinamica degli spari e confermare la sequenza degli eventi così come emersa dalle prime, tragiche, evidenze. Gli investigatori, oltre ad ascoltare il familiare che ha scoperto i cadaveri, sono al lavoro per raccogliere ogni elemento utile a comprendere le ore che hanno preceduto l’episodio, focalizzandosi in particolare sull’ultimo, acceso confronto tra i due che avrebbe innescato la furia omicida.

Una ferita per l’intera collettività

La proclamazione del lutto cittadino da parte del sindaco Giordano non è un mero atto formale, ma rispecchia il sentire di una popolazione colpita nel profondo, che vedrà simbolicamente fermarsi le attività quotidiane per onorare la memoria di Maria Assunta Currà, vittima di una violenza che travalica la sfera privata per assumere i contorni di un problema sociale. L’invito alla riflessione lanciato dalle istituzioni, del resto, nasce dalla consapevolezza che tragedie simili, pur germogliando nell’ombra delle mura domestiche, lasciano un segno indelebile sul tessuto di tutti, sollevando interrogativi sulla capacità di prevenzione e di sostegno a chi vive situazioni di potenziale pericolo. Il dolore, in questi casi, è insieme personale e collettivo, una pesante eredità con cui fare i conti dopo che le luci delle auto della scientifica si sono spente e la via è tornata apparentemente alla normalità.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.