La caduta dalla finestra e il giallo a Coppito: morta l’allieva della Guardia di Finanza
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Redazione Interno
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Una notte di agonia e poi il respiro che si spegne. L’allieva della Guardia di Finanza di 22 anni, precipitata nel pomeriggio di giovedì 23 luglio da una finestra del terzo piano della scuola ispettori e sovrintendenti di Coppito, nella frazione aquilana che nel 2009 divenne simbolo della macchina dei soccorsi post-terremoto, non ce l’ha fatta.
Il personale del reparto di rianimazione dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila ha dovuto arrendersi alla violenza dei traumi cranici e pelvici riportati dalla giovane, una caduta di 12 metri che non lasciava scampo sin dai primi istanti successivi al volo; le sue condizioni, dichiarate subito gravissime, sono degenerate ulteriormente nel corso delle ore, fino all’arresto cardiaco che ne ha decretato la fine intorno alla mezzanotte.
L’episodio, che ha gettato nello sconforto compagni di corso e vertici militari, si configura ora come un caso giudiziario aperto, con la procura aquilana che ha già avviato le prime verifiche per fare chiarezza sulla dinamica di quanto accaduto all’interno di una struttura che, già due anni fa, era stata al centro di un'altra vicenda giudiziaria legata a molestie sessuali ai danni di un’altra allieva da parte di alcuni superiori.
Il volo di 12 metri e l’arrivo in ospedale
Il dramma si è consumato intorno alle 17 di giovedì, quando la ragazza, al primo anno del corso per allievi marescialli, è precipitata dalla finestra della sua camera al terzo piano dell’edificio che ospita la scuola, situato nella zona di Coppito, alla periferia occidentale dell’Aquila.
I primi a intervenire sono stati gli stessi militari della struttura, che hanno prestato i primi soccorsi in attesa dell’arrivo dell’ambulanza; il codice rosso è scattato immediatamente, con il trasporto d’urgenza al nosocomio San Salvatore, dove i medici hanno diagnosticato un quadro clinico compromesso da lesioni multiple e un’emorragia interna di tale gravità da rendere ogni intervento chirurgico sostanzialmente inutile ai fini della sopravvivenza.
La prognosi riservata, una formalità che lasciava intendere la reale disperazione della situazione, è stata mantenuta fino al decesso, sopraggiunto nella notte tra giovedì e venerdì, quando il cuore della giovane ha cessato di battere nonostante i tentativi di rianimazione protrattisi per ore. La salma è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha disposto il sequestro della camera e della finestra da cui la ragazza è caduta, per consentire agli inquirenti di escludere o confermare eventuali responsabilità penali.
Le indagini e i precedenti della scuola di Coppito
La procura della Repubblica dell’Aquila ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per stabilire se si sia trattato di un gesto volontario, di un tragico incidente o se, come ipotesi da non scartare a priori, vi siano state negligenze nella manutenzione degli infissi o, addirittura, condotte illecite da parte di terzi.
Gli investigatori del nucleo di polizia giudiziaria della stessa Guardia di Finanza, che operano in stretto raccordo con i magistrati, hanno già acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza interni ed esterni alla struttura, oltre a provvedere all’ascolto di alcuni testimoni chiave, tra cui i coinquilini della vittima e il personale di sorveglianza che quel pomeriggio era in servizio.
La scuola di Coppito, peraltro, non è nuova a episodi di cronaca che ne hanno offuscato la reputazione: nel 2024, infatti, la struttura fu teatro di un procedimento disciplinare e giudiziario per le molestie subite da un’allieva da parte di alcuni superiori, un caso che aveva scosso l’opinione pubblica e portato a sospensioni e trasferimenti all’interno del corpo militare, anche se le sentenze definitive non hanno mai accertato un clima sistemico di sopraffazione.
Questo precedente, pur nella diversità delle circostanze, aggiunge ora un ulteriore elemento di attenzione sulle dinamiche interne alla scuola, con i familiari della ragazza che attendono risposte chiare e circostanziate sulla sequenza di eventi che ha condotto alla tragedia.
Il cordone militare e il silenzio dei vertici
Il comandante della scuola ispettori e sovrintendenti ha diramato una breve nota interna per esprimere il cordoglio a nome di tutto il personale docente e non docente, ma senza addentrarsi in dettagli sulle cause dell’accaduto, in attesa che le indagini facciano piena luce sulla vicenda.
Nel frattempo, l’intero corpo degli allievi è stato convocato per un’assemblea straordinaria, nel corso della quale uno psicologo militare è stato messo a disposizione per chiunque avesse bisogno di supporto emotivo; il clima tra i giovani frequentanti, molti dei quali avevano stretto amicizia con la vittima durante i primi mesi di corso, è descritto come pesante e segnato da un dolore misto a sconcerto.
Le autorità scolastiche hanno inoltre disposto un rafforzamento dei controlli notturni e delle ronde all’interno del perimetro, una misura che appare più simbolica che sostanziale, ma che testimonia la volontà di dimostrare attenzione verso la sicurezza degli ospiti.
Resta il fatto che nessun rapporto ufficiale, né dal ministero dell’Interno né dalla procura, ha fornito sino a questo momento elementi che possano far propendere verso una tesi piuttosto che un'altra, e il riserbo osservato dagli inquirenti lascia intendere che l’esame degli elementi raccolti potrebbe richiedere ancora diversi giorni.
Una caduta senza testimoni oculari
Secondo le prime sommarie informazioni raccolte dai militari intervenuti sul luogo, al momento del volo la ragazza si trovava sola nella stanza, e nessuno avrebbe assistito direttamente alla caduta, se non un paio di allievi che si trovavano nel cortile antistante e che avrebbero udito un tonfo sordo, seguito dalle grida di chi si era accorto della sagoma riversa a terra.
Questa mancanza di testimoni oculari rende più complessa la ricostruzione degli ultimi istanti di vita della 22enne, spingendo gli investigatori a concentrarsi sull’analisi dei reperti telefonici, dei messaggi scambiati nelle ore precedenti e sulla disposizione degli arredi all’interno della camera, per capire se la finestra potesse essere stata aperta con facilità o se vi siano segni di una colluttazione.
La finestra, di tipo a vasistas con apertura verso l’esterno, si trova a un’altezza standard di circa 1,10 metri dal pavimento, un dettaglio che potrebbe escludere una caduta accidentale legata a una semplice perdita di equilibrio, a meno che la giovane non si fosse sporta in avanti per un motivo ancora da chiarire. La perizia tecnica, affidata a un ingegnere nominato dalla procura, dovrà verificare la conformità delle ringhiere e dei sistemi di bloccaggio, anche se al momento nessuna fonte ufficiale ha parlato di anomalie strutturali evidenti.
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