Meloni ad Assisi: "San Francesco insegna a parlare con tutti"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel corso della cerimonia solenne che ogni anno riunisce le autorità religiose e civili per rendere omaggio al santo patrono d’Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato dalla loggia di Assisi che "San Francesco ci insegna che si deve tentare di parlare con tutti". Una lezione, ha aggiunto, che risulta oggi quanto mai attuale.

La figura di San Francesco: dialogo e identità nazionale

La figura del santo, definita identitaria dal premier che ha colto l’occasione per ricordare come dal prossimo anno il 4 ottobre tornerà a essere una festa nazionale, viene descritta come quella di un uomo che mise a rischio la propria vita per promuovere un dialogo autentico e il confronto.

Il contesto e le tensioni

L’arrivo di Meloni è avvenuto con un ramoscello d’ulivo in mano, un gesto simbolico che ha però fatto da contraltare a un contesto non privo di tensioni. Nel prato antistante la Basilica superiore, infatti, sventolavano numerose bandiere palestinesi, una delle quali era stata appesa persino alla statua del santo, segno tangibile del malcontento per la sua posizione riguardo al conflitto a Gaza. Qualcuno tra i presenti ha alzato la voce per contestarla non appena ha iniziato il suo discorso, un episodio al quale la premier ha replicato sottolineando come lo stesso San Francesco insegnasse "il rispetto nell’ascolto, nel comprendersi, nel capire le ragioni degli altri".

Francesco: riformatore, non rivoluzionario

Nel suo intervento, Meloni ha inoltre delineato il "poverello" come un "riformatore, non un rivoluzionario", un’interpretazione che, se da un lato può suonare rassicurante nella costruzione di una certa narrazione politica, dall’altro si allontana dalla radicalità della sua scelta di vita. Francesco, infatti, rinunciò a tutto – al nome, alla famiglia, alle ricchezze e persino alle strutture ecclesiastiche del tempo – non per correggere il sistema, ma per riportare la Chiesa a quel nucleo originario e scandaloso fondato sulla povertà assoluta, sulla fraternità universale e su un amone incondizionato per il creato.

Un incontro tra territori ispirato ai valori francescani

L’evento è stato anche l’occasione per un incontro tra rappresentanti istituzionali di diverse regioni, con ottanta sindaci abruzzesi che si sono riuniti ad Assisi insieme ai loro colleghi umbri presso la Domus Pacis. Un momento di condivisione, questo, che ha visto la partecipazione del sindaco di Assisi Valter Stoppini e della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, i quali hanno idealmente tracciato un legame territoriale ispirato dai valori del santo, celebrando un’unione che va al di là dei confini amministrativi.

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