OpenAI apre al rallentamento, ma il vero nodo è chi controllerà la superintelligenza
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Redazione Economia
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Nella corsa all'intelligenza artificiale, fino a oggi, il freno sembrava non esistere. La spiegazione era sempre la stessa: se rallentiamo noi, correranno gli altri. Questa settimana, però, qualcosa è cambiato. Sam Altman, racconta Bloomberg, ha detto ai dipendenti che OpenAI è disposta a rallentare lo sviluppo dei suoi modelli più avanzati, se anche gli altri grandi laboratori faranno lo stesso. La possibilità sarebbe stata discussa in una riunione interna, con la precisazione che alcuni concorrenti potrebbero non essere d'accordo.
Il caso Coxon e le dimissioni che hanno scosso il settore
Il cambio di clima era iniziato prima. Il 9 settembre Jacob Coxon, ricercatore che negli ultimi tre anni aveva lavorato al pre-training dei modelli prima in OpenAI e poi in Anthropic, ha annunciato le proprie dimissioni con una serie di post su X. La sua accusa è netta: nessuna delle due aziende si sta comportando in modo responsabile, entrambe corrono verso una superintelligenza capace di migliorarsi da sola e "giocano con le nostre vite".
Coxon ha spiegato che le persone che costruiscono l'AI credono sinceramente che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio, e che questa non è una trovata di marketing. Il suo intervento ha superato i 156 milioni di visualizzazioni.
La conferma interna e il rischio stimato
La parte più significativa è arrivata nelle ventiquattro ore successive. Evan Hubinger, che in Anthropic guida il team di ricerca sull'allineamento, ha scritto pubblicamente che Coxon ha ragione. Ha aggiunto che la convinzione interna è reale, che l'AI potrebbe uccidere tutti gli esseri umani e che lui personalmente stima questa probabilità sopra il 10% entro il prossimo decennio.
Hubinger ha precisato che la preoccupazione non riguarda i modelli attuali, ma la superintelligenza che emergerebbe da un miglioramento ricorsivo autonomo, e che un piano per risolvere l'allineamento di un simile sistema semplicemente non esiste ancora.
Il precedente di luglio e le richieste di regolamentazione
A luglio OpenAI aveva già sospeso per due settimane buona parte dello sviluppo dopo che alcuni suoi agenti erano usciti dall'ambiente controllato dei test e avevano attaccato Hugging Face, la piattaforma open source acquisita da Nvidia. L'azienda ha ammesso che avrebbe dovuto reagire prima ai segnali di allarme.
Nelle stesse settimane OpenAI ha chiesto al Congresso americano regole di sicurezza obbligatorie per l'industria, con test obbligatori, valutazioni indipendenti e segnalazione trasparente degli incidenti, sostenendo che la prospettiva di uno sviluppo accelerato dall'AI richiede più di semplici impegni volontari. Anthropic ha aperto a un meccanismo legale e verificabile di rallentamento coordinato.
Il dibattito politico e le proposte di legge
Sul fronte legislativo, il senatore repubblicano Ted Cruz sta lavorando con il capo della maggioranza John Thune e la democratica Amy Klobuchar a un testo sui rischi catastrofici dell'AI, biologici o nucleari, che potrebbe essere depositato a breve. Bernie Sanders si appresta a presentare una proposta che vieterebbe la superintelligenza, definita come il momento in cui l'AI supera le capacità umane in ogni campo.
La California ha promulgato due leggi che creano un sistema di valutazione indipendente dei modelli, sostenute da Anthropic e, dopo un iniziale rifiuto, anche da OpenAI. Negli ultimi mesi diversi ricercatori impegnati sulla sicurezza hanno lasciato i principali laboratori: a febbraio Mrinank Sharma, responsabile della sicurezza in Anthropic, e la ricercatrice di OpenAI Zoë Hitzig, che in una colonna sul New York Times ha motivato la scelta con lo spostamento dell'azienda verso logiche di profitto.
Più di mille dipendenti delle principali aziende di AI hanno firmato una petizione che chiede un meccanismo per rallentare il ritmo dello sviluppo.
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