Madonna, body rosa e autoreggenti a Times Square per il Pride: regina del pop infiamma New York

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   New York sa ancora come farsi stupire, specialmente quando l’oscurità del pomeriggio del 4 giugno – un giorno qualsiasi per i turisti in coda per una foto con i supereroi di cartone – viene squarciata dai riflettori puntati su un palcoscenico inaspettato. La regina del pop ha scelto il cuore pulsante di Manhattan per un’operazione che mescola musica, moda e attivismo, trasformando l’incrocio più fotografato del mondo in un club a cielo aperto.

Alle 18:27, quella che sembrava l’ennesima parete di led pubblicitari si è rivelata essere l’ingresso di “The Square”, un locale invisibile a occhio nudo che ha spalancato le sue porte (o meglio, i suoi schermi) per lasciare spazio a un’esibizione lampo durata circa un quarto d’ora. Con un tempismo perfetto per dare il via al Pride Month, la 67enne icona si è materializzata su una piattaforma girevole, accolta da un boato che ha sommerso il rumore del traffico.

L’evento, patrocinato da Grindr nella sua veste di partner promozionale – un matrimonio di interessi già anticipato ad aprile con la comparsa del profilo della cantante sull’app di incontri – ha visto Madonna spaziare tra il suo passato e il futuro imminente del suo catalogo. Il produttore Stuart Price, mente dietro al suono ipnotico di “Confessions on a Dance Floor” del 2005, era alla console per riannodare i fili di quel legame artistico.

La scaletta ha pescato a piene mani dal nuovo progetto: ha aperto con “I Feel So Free” e “Bring Me Your Love” (quest’ultima registrata con Sabrina Carpenter, seppur assente sul palco), per poi regalare l’esecuzione in anteprima di “Love Sensation”. E poi, la chiusura in una bolla di nostalgia: “Get Together”, la dichiarazione d’amore per la metropoli di “I Love New York” e, immancabile, il ritmo martellante di “Hung Up”, dove il campionamento degli Abba si sposa con l’urlo liberatorio del pubblico riverso nelle strade sottostanti.

Il corpo come manifesto e quel momento di sospensione

Difficile separare la performance musicale dall’impatto visivo, considerando che l’artista ha sempre fatto del suo corpo una tela concettuale. Per l’occasione, ha sfoderato un corsetto rosa confetto firmato Dolce & Gabbana, reggiseno blu satinato in bella vista e autoreggenti a rete che incorniciavano gambe infinite, il tutto impreziosito da stivaletti argentati e una giacca Gucci d’archivio (epoca Frida Giannini) che aveva già indossato vent’anni fa per promuovere il primo “Confessions”.

Come se il look non fosse già abbastanza per tenere incollati gli schermi dei cellulari, a un certo punto Madonna ha messo in atto un gesto che ha trasformato l’esibizione in un caso virale: aggrappandosi a una barriera di protezione trasparente, ha scavalcato il bordo della pedana sopraelevata, lasciando penzolare una gamba nel vuoto mentre il corpo si inarcava sopra la folla.

Non è caduta nessuno, né ci sono stati interventi delle autorità sul luogo del reato artistico, ma quel gesto – che molti spettatori in diretta streaming hanno interpretato come un pericoloso rischio – ha riassunto la poetica di un’artista che, indipendentemente dal giudizio sul rischio calcolato, non ha mai smesso di camminare sul filo della trasgressione.

Prima di abbandonare la piazza, la cantante ha voluto lasciare un segno meno impulsivo e più solenne: le luci dell’enorme struttura si sono tinte dei colori dell’arcobaleno, mentre sui maxi-schermi scorrevano i volti di icone della comunità come Marsha P. Johnson, Keith Haring e Robert Mapplethorpe. In un istante, Times Square è diventata una cattedrale laica, un “Tribeca Film Festival” en plein air che precede l’uscita del visualizer dell’album diretto da Torso, previsto nei giorni successivi all’evento.

Quindicesimo capitolo e un ritorno atteso per luglio

“Confessions II” – questo il titolo del nuovo lavoro, in uscita ufficiale il prossimo 3 luglio – rappresenta il quindicesimo album in studio di una carriera che non ha bisogno di presentazioni. Definito dall’interessata come una “love letter to dance music”, il disco si pone l’obiettivo ambizioso (se non impossibile) di eguagliare la perfezione formale del suo predecessore.

L’apparizione a sorpresa ha avuto quindi il sapore di un antipasto sontuoso prima del banchetto finale: un modo per riappropriarsi del racconto mediatico dopo l’effetto sorpresa un po' smorzato – a dire dei commentatori a caldo – dall’immediatezza con cui i video amatoriali hanno invaso i social network. La performance ha messo in luce una macchina promozionale perfettamente oliata, capace di utilizzare la spontaneità come una coreografia studiata a tavolino.

E se qualcuno si aspettava una diva statica, la scena della gamba sollevata oltre il guardrail è servita a ricordare a tutti che, a 67 anni, l’energia sovversiva di Madonna Louise Ciccone è ancora in grado di bloccare Manhattan e di tenere il mondo col fiato sospeso, anche solo per un quarto d’ora.

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