Sciopero Atac paralizza Roma in seguito alla morte di un dipendente
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La città di Roma è stata paralizzata da uno sciopero indetto dal personale Atac, la principale azienda di trasporto pubblico della città, in seguito alla morte di un dipendente. Maurizio Di Pasquale, un dipendente Atac di 63 anni, è deceduto dopo essere stato ricoverato per più di 24 ore nel reparto di terapia intensiva al Policlinico di Tor Vergata.
La tragedia
Di Pasquale è stato ricoverato dopo essere precipitato in un fossato per la manutenzione dei mezzi del deposito. Nonostante gli sforzi del personale medico, non è sopravvissuto. La notizia della sua morte ha scosso i suoi colleghi e ha portato alla decisione di indire uno sciopero.
Lo sciopero e le sue conseguenze
Lo sciopero di otto ore è stato indetto immediatamente dopo la notizia dell'incidente da Usb e Orsa, e successivamente è stato sostenuto anche dai sindacati confederali (Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt). La decisione ha portato a una paralisi del traffico nella città, con lunghe attese per i taxi e disagi generali per i cittadini.
Richiesta di incontro ai sindacati
In seguito alla tragedia, i sindacati Cgil, Cisl e Uil di Roma e del Lazio hanno chiesto ufficialmente un incontro con il sindaco Roberto Gualtieri. Questo incidente ha portato nuovamente alla luce la questione della sicurezza sul lavoro, un problema che continua a essere di grande preoccupazione.
Indagine in corso
Infine, si sta indagando sulla morte di Di Pasquale per omicidio colposo. Era rimasto gravemente ferito dopo essere caduto nella fossa utilizzata dai meccanici dell'azienda per riparare i bus. Questo tragico incidente sottolinea l'importanza della sicurezza sul lavoro e la necessità di prendere misure adeguate per proteggere i lavoratori.




