La zampata di Piastri nelle libere 2, poi le Mercedes e le Ferrari
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Redazione Sport
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La prima giornata di attività in pista per il Mondiale di Formula Uno 2026, andata in scena sul circuito semi-permanente dell’Albert Park di Melbourne, si è chiusa con un avvicendamento al vertice che fotografa l’incertezza di questa nuova era tecnica. Se la sessione matutina, quella delle FP1, aveva sorriso alla Ferrari con una prestigiosa doppietta firmata Charles Leclerc e Lewis Hamilton, il turno pomeridiano ha raccontato una storia diversa, con i motori Mercedes a fare la voce grossa e la McLaren di Oscar Piastri a dettare il passo davanti al pubblico di casa. Il classe 2006 di Melbourne, nato e cresciuto a pochi chilometri dal tracciato, ha letteralmente acceso la folla infilando un giro secco in 1'19"729, un crono che ha proiettato la sua MCL60-26 davanti a tutte. alle spalle del talentino australiano, infatti, si è piazzata la coppia delle frecce d'argento, con Andrea Kimi Antonelli – distanziato di appena 214 millesimi – a precedere il più esperto George Russell, staccato di trecentosessanta millesimi. Una risposta importante quella del team di Brackley, apparsa in difficoltà nella prima uscita stagionale e capace invece di piazzare entrambi i piloti nella cosiddetta "top three" nella simulazione di qualifica con gomme soft. Le Ferrari, per l'esattezza, hanno leggermente arretrato la loro posizione, con Hamilton che ha chiuso quarto a un soffio da Russell e Leclerc quinto, accusando un ritardo di oltre mezzo secondo dalla vetta.
La risposta del gruppo Mercedes e le difficoltà altrui
La sessione FP2, va detto, non è stata soltanto una questione di tempi sul tabellone, ma ha offerto uno spaccato piuttosto chiaro delle gerarchie in questo avvio di campionato, con la power unit di Brixworth che sembra aver trovato la quadra dopo i primi test invernali. Mentre Piastri dettava legge, chi è parso invece sprofondare in una crisi tecnica senza precedenti è il team Aston Martin, che sulla pista australiana sta vivendo un incubo. La monoposto motorizzata Honda, seguito il disastroso esordio nei test pre-stagionali, ha palesato problemi cronici di vibrazioni tali, a detta del team principal Adrian Newey, da mettere a rischio persino la partecipazione al Gran Premio. Non solo Fernando Alonso non ha potuto prendere parte alle prime libere per un guasto alla power unit, ma nella seconda sessione sia lui che Lance Stroll hanno potuto percorrere pochissimi giri, con il canadese staccato di oltre sei secondi dal leader e lo spagnolo fermo addirittura in ultima posizione. La carenza di batterie per il motore giapponese, di cui si parla nel paddock, rischia di compromettere irrimediabilmente l'intero weekend.
Non sono mancati, inoltre, colpi di scena e momenti di tensione, come il contatto in corsia box tra George Russell e il debuttante Arvid Lindblad della Racing Bulls, un episodio che i commissari hanno annotato nel loro rapporto e che verrà analizzato a dovere. E ancora, Max Verstappen, terzo nella prima sessione con la sua Red Bull, è finito nella ghiaia nella seconda parte del turno a causa di un colpo di sovrasterzo, danneggiando probabilmente il fondo della sua RB22. Problemi anche per il campione del mondo in carica, Lando Norris, che dopo i guai al cambio accusati al mattino è comunque riuscito a chiudere con il settimo tempo nella FP2, lontano però dalla vetta. Tra i piloti in difficoltà va annoverato anche Sergio Perez, tornato sulle scene con la nuova Cadillac: il messicano ha subito un problema idraulico che lo ha costretto allo stop dopo appena due giri, senza poter registrare un tempo rappresentativo.
La nuova era tecnica e i primi verdetti
Questa prima presa di contatto con l'asfalto di Melbourne, al netto della provvisorietà dei valori, ha quindi confermato quanto di buono si era visto nei test invernali, ma ha anche ribaltato alcune convinzioni. La Mercedes, data per favorita alla vigilia, ha risposto presente con una prestazione solida di entrambi i piloti, mentre la Ferrari, dopo l'entusiasmo del mattino, ha dovuto prendere atto del ritorno dei rivali. Ciò che appare sempre più evidente, e lo si evince dai volti tesi di alcuni ingegneri, è la complessità di queste nuove vetture, con la loro aerodinamica attiva e la gestione dell'energia ibrida che rappresenta un rebus non indifferente. Lo dimostrano i testacoda e le uscite di pista, come quelle viste alla curva 3, dove Russell e Hamilton sono finiti larghi, forse traditi da un carico aerodinamico diverso dal passato.
In questo clima di incertezza tecnica, la McLaren ha piazzato la sua zampata, con il figlio d'arte che ha voluto subito far capire ai rivali che la pista di casa non gli farà paura. La Rossa, per parte sua, potrà consolarsi con il buon passo dimostrato nelle simulazioni di gara, anche se il dato grezzo del giro secco vede le macchine con motore Mercedes davanti. Per trovare un equilibrio, per capire se la Power Unit autoprodotta dalla Red Bull sarà davvero competitiva come sembrava, serviranno le qualifiche. Ma questa prima giornata ha già lanciato un messaggio: la stagione sarà lunga e ricca di colpi di scena, con i valori pronti a ribaltarsi da una sessione all'altra.




