Moioli vola ai quarti dello snowboard cross, Boirai eliminata per un soffio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La neve di Livigno, palcoscenico delle gare di snowboard cross a queste Olimpiadi di Milano Cortina 2026, ha restituito un verdetto netto per quanto riguarda le speranze di medaglia azzurre, pur con il rammarico di una giovane promessa valdostana che ha visto il suo sogno infrangersi per un nonnulla. Michela Moioli, la campionessa bergamasca trentenne che in bacheca vanta già un oro a Pyeongchang 2018 e un argento a squadre a Pechino 2022, ha gestito con la freddezza e la tecnica che le competono il proprio ottavo di finale, dimostrando di aver completamente superato i postumi del leggero trauma facciale rimediato in allenamento nei giorni scorsi. La sua partenza, inizialmente accorta, è stata il preludio a una progressione devastante: nel tratto delle gobbe, Michela ha letteralmente “sverniciato” l’australiana Mia Clift, impostando un ritmo che nessuna delle avversarie ha potuto contenere. Il primo posto nella sua batteria, conquistato con l'eleganza di chi sa di avere un “grande materiale sotto i piedi” – per usare le parole dei cronisti presenti in pista – le regala l'accesso ai quarti di finale, dove ad attenderla troverà la svizzera Noemie Wiedmer e la francese Maja-Li Iafrate Danielsson. La Moioli, che aveva chiuso il seeding round con il sesto tempo assoluto alle spalle della ceca Eva Adamczykova, sembra aver imbroccato la giornata giusta, e il pubblico italiano, che pure trattiene il fiato, può iniziare a sperare in un posto sul podio.

Ben diverso l'umore per l'altra giovane speranza italiana, Lisa Francesia Boirai. La valdostana, appena diciassettenne, ha lottato con il cuore in gola nella quarta batteria degli ottavi, stringendo i denti per strappare quel pass per il turno successivo che le avrebbe regalato un'altra manche da vivere. La sua gara è stata un testa a testa serrato con l'americana Stacy Gaskill, un duello combattuto curva dopo curva fino alla linea del traguardo. Alla fine, la spunta l'atleta a stelle e strisce per una questione di centesimi, condannando la piccola Boirai a un'eliminazione che, per come è maturata, lascia comunque ben sperare per il suo futuro. A mente più calda, e con la sincerità che solo una ragazza della sua età può avere, Lisa ha raccontato le sue emozioni ai microfoni della Rai: “Sicuramente è stata una grandissima esperienza, ho dato tutto, ci ho provato fino alla fine e c'ero quasi...”. Parole semplici, che fotografano la maturità di un'atleta del 2008, capace di trasformare l'amarezza di un'uscita prematura in un bagaglio di esperienza da portare con sé. Il suo destino, del resto, era segnato già nelle qualifiche, dove il ventesimo tempo l'aveva inserita in una posizione di griglia non certo agevole, ma la sua voglia di lottare ha tenuto incollati allo schermo gli appassionati.

Il cammino delle altre e la consacrazione di Zerkhold

Mentre l'Italia piangeva l'uscita di Boirai e gioiva per il passaggio del turno di Moioli, il tabellone femminile ha cominciato a delineare i suoi volti più temibili. Poco dopo le 13.50, l'attenzione si è spostata sull'austriaca Pia Zerkhold, considerata alla vigilia una delle mine vaganti del torneo per la sua esplosività e la capacità di adattarsi a qualsiasi tipo di tracciato. La Zerkhold non ha tradito le aspettative: nella sua batteria ha dettato legge, concedendo il secondo posto utile per la qualificazione alla tedesca Jana Fischer. Le due si giocheranno le loro carte nei quarti, in un incrocio che promette scintille. La Fischer, va detto, aveva già convinto nel corso della mattinata, piazzandosi tra le prime dieci nella manche di qualificazione e confermando un ottimo stato di forma.

Parallelamente, la progressione della francese Maja-Li Iafrate Danielsson, che incrocerà proprio la tavola di Moioli, continua a far discutere gli addetti ai lavori, convinti che il suo stile scomposto ma efficace possa mettere in difficoltà le favorite. La Moioli, dal canto suo, ha salutato il pubblico di Livigno con un gesto della mano durante il salto finale, un segno di complicità con una folla che sogna di vederla ripetere l'impresa del 2018. L'azzurra, lo ha detto lei stessa alla vigilia, considera questa come “l'Olimpiade della maturità”, quella in cui raccogliere i frutti di una carriera costellata di successi e di qualche difficoltà, che però – come ama ripetere – l'hanno forgiata. E in effetti la sua corsa, per ora, è un inno alla solidità: partenze pulite, letture perfette delle traiettorie e quella capacità innata di fare la differenza nelle curve più impegnative, laddove le altre sono costrette a rallentare. Per lei, adesso, comincia il bello.

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