Moioli avanza ai quarti dello snowboard cross, eliminata la giovane Boirai. Ora le batterie decisive

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Prosegue l’avventura olimpica di Michela Moioli sullo snowboard cross di Livigno, e prosegue nel migliore dei modi nonostante un avvicinamento tutt’altro che tranquillo. La campionessa bergamasca, che nei giorni scorsi aveva rimediato un trauma facciale in una seduta di allenamento, ha superato agevolmente il turno degli ottavi di finale, vincendo la propria batteria e staccando così il pass per i quarti con autorevolezza. Un segnale chiaro, il suo, inviato alle avversarie e al pubblico accorso numeroso per sostenerla, nonostante il fastidio e quei “qualche graffio” di cui la stessa atleta ha parlato ai microfoni, riferendosi alla botta presa in allenamento che per poco non ne pregiudicava la partecipazione. Nella stessa fase della gara, quella a eliminazione diretta per intenderci, ha ottenuto la qualificazione anche l’australiana Clift, giunta seconda alle spalle della Moioli, mentre un discorso a parte merita la giovanissima Lisa Francesia Boirai.

Per lei, classe 2008 e alla prima esperienza con i cinque cerchi, il cammino si è invece interrotto subito, proprio agli ottavi. L’emozione, si sa, conta quanto la preparazione atletica in appuntamenti del genere, e nonostante l’uscita di scena prematura, il bilancio tracciato dalla ragazza resta comunque positivo. Intervistata dalla Rai, ha raccontato con trasporto e una certa emozione quella che ha definito una “grandissima esperienza”, aggiungendo di aver messo tutto sé stessa in pista fino all’ultimo metro, convinta di esserci andata davvero vicina, al passaggio del turno. Un’amarezza, la sua, mitigata però dalla consapevolezza di avercela messa tutta e dalla volontà di fare il tifo, adesso, per la sua più celebre compagna di squadra. E se per Boirai l’avventura è già finita, passano il turno anche Sofia Groblechner, altra azzurra, che ha ottenuto il pass per i quarti insieme all’austriaca Zerkhold e alla tedesca Fischer.

Biathlon e pattinaggio, le altre speranze azzurre nella lunga giornata di gare

Mentre a Livigno si consumavano le prime batterie dello snowboard, l’attenzione del pubblico italiano si spostava inevitabilmente anche verso altri scenari, a partire dall’Anterselva Biathlon Arena dove nel pomeriggio è andata in scena la sprint maschile. Una gara, quella dei 10 km, che vedeva ai nastri di partenza ben quattro azzurri: Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Nicola Romanin ed Elia Zeni. Le aspettative, va detto, erano particolarmente alte per Giacomel, reduce da una stagione che lo ha visto spesso protagonista in Coppa del Mondo e capace di ambire a un piazzamento di prestigio davanti al pubblico amico. L’Italia, in questa disciplina, punta molto sulla sua crescita e sulla sua capacità di tenere alta la concentrazione sia sugli sci che al poligono, elemento quest’ultimo che spesso fa la differenza tra una medaglia e un piazzamento.

Non solo biathlon, però, perché il programma odierno riserva altre ghiotte occasioni per il medagliere tricolore. Sul ghiaccio del pattinaggio di velocità, infatti, sono attesi Davide Ghiotto e Riccardo Lorello, impegnati nella prova dei 10000 metri, una delle più lunghe e massacranti per chi pratica questa disciplina. Una gara di resistenza e tattica, la loro, che potrebbe regalare soddisfazioni considerando il valore dei due atleti. Ma la giornata olimpica, fitta di appuntamenti, non si esaurisce certo qui: dal risveglio, con il curling maschile che ha visto la squadra britannica confermarsi ad altissimi livelli battendo la Svezia in una riedizione dell’ultima finale olimpica, fino all’hockey, con la nazionale maschile pronta a scendere in pista contro la Slovacchia.

La gestione tattica del curling e la solidità degli avversari

A proposito di curling, il torneo maschile sta regalando spunti interessanti dal punto di vista tecnico-tattico. La squadra del Regno Unito, dopo aver superato la Cina all’esordio, ha infatti concesso il bis ai danni della Svezia, imponendosi con un perentorio 6-3. Una prestazione, quella degli uomini guidati da Mouat, che ha messo in luce una notevole freddezza nella gestione dei momenti cruciali del match, confermando le ambizioni di un team che sembra aver trovato la quadra perfetta tra lucidità e precisione. Ogni end è stato gestito con attenzione maniacale, e gli avversari hanno potuto fare ben poco per contrastare questa solidità. Un segnale di forza, il loro, che proietta la formazione britannica tra le favorite per il podio, in un torneo che si preannuncia ancora lungo e ricco di insidie.

Per l’Italia, invece, la giornata era iniziata con la consapevolezza di dover inseguire risultati importanti in più fronti. Nel biathlon, come detto, la prova di Giacomel e compagni rappresentava un test per valutare lo stato di forma in vista delle staffette, mentre nel pattinaggio le attese erano tutte concentrate sulla prova di fondo. Ghiotto, in particolare, è uno specialista della distanza e punta a recitare un ruolo da protagonista. Gare, tutte queste, che scandiscono l’avanzare delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 verso il loro cuore pulsante, con gli atleti chiamati a gestire non solo la fatica fisica ma anche la pressione psicologica di competere in casa. La neve, il ghiaccio, il pubblico: ogni elemento gioca la sua parte in questo complesso mosaico olimpico.

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