Milano Cortina, l’Italia continua a sognare: ora testa allo sprint di biathlon e all’hockey con gli Stati Uniti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La macchina delle medaglie azzurre, dopo aver macinato record e podi nelle giornate precedenti con le imprese di Federica Brignone e Francesca Lollobrigida – entrambe salite sul gradino più alto del podio rispettivamente in supergigante e nei 5000 metri, a cui si è aggiunto l’argento di Arianna Fontana nei 500 dello short track che le è valso il tredicesimo metallo olimpico eguagliando il leggendario Edoardo Mangiarotti -6 – non si ferma e si prepara ad affrontare un’altra giornata densa di appuntamenti e di speranze. Se lo sci alpino ha già regalato emozioni, è ora lo sguardo degli appassionati a spostarsi verso la neve di Anterselva e il ghiaccio di Milano, dove sono in programma alcune delle discipline che potrebbero arricchire ulteriormente il bottino dell’Italia.

Biathlon e pattinaggio, la caccia al podio passa da Anterselva e Milano

Sarà il biathlon, con la sua sprint maschile di 10 chilometri in programma nel pomeriggio all’Anterselva Biathlon Arena, a catalizzare l’attenzione di chi spera in un acuto tricolore. I riflettori, com’è naturale che sia, sono puntati su Tommaso Giacomel, atteso a una prova di carattere dopo la delusione dell’individuale; con lui, pronti a giocarsi le loro carte in una gara che spesso riserva colpi di scena, ci saranno Lukas Hofer, Nicola Romanin ed Elia Zeni, pronti a sfruttare ogni errore altrui per scalare la classifica. Nel frattempo, sul ghiaccio del pattinaggio di velocità, l’Italia affida le sue residue chance di medaglia nelle distanze lunghe a Davide Ghiotto, che affronterà i 10.000 metri forte del bronzo conquistato nei 5000, e a Riccardo Lorello, chiamato a confermare le buone sensazioni lasciate nella stessa gara.

Se queste sono le gare in cui si spera di mantenere alta la media delle medaglie, ce n’è un’altra, in serata, che rappresenta forse l’autentica prova del nove per lo sport italiano, quella dell’hockey femminile: le azzurre, entrate nel cuore dei tifosi per la grinta e la passione dimostrata in questo torneo, se la vedranno niente meno che con gli Stati Uniti, superpotenza mondiale della disciplina che a Milano Cortina 2026 è arrivata con l’obiettivo dichiarato di mettersi l’oro al collo. Una sfida proibitiva sulla carta, come riconoscono gli stessi addetti ai lavori -4, ma che proprio per questo assume i contorni dell’impresa, di quelle che lasciano il segno al di là del risultato finale.

Moioli e lo snowboard cross, il ritorno in pista dopo la paura

Non sono da meno le piste di snowboard cross, dove nel corso della mattinata e del pomeriggio è tornata protagonista Michela Moioli. L’oro di otto anni fa a PyeongChang, nonostante un trauma facciale rimediato in allenamento che ne aveva messo in dubbio la partecipazione -3, è scesa in pista a Livigno insieme alle compagne Lisa Francesia Boirai e Sofia Groblechner, dimostrando ancora una volta una tenacia fuori dal comune; per lei, come per tutte le altre, l’obiettivo era centrare una finale che tenesse vivo il sogno di un’altra medaglia da aggiungere a una bacheca già prestigiosa. E se lo sci di fondo, a Tesero, cerca i suoi interpreti migliori per svoltare una Olimpiade fin qui opaca, è nel biathlon che si concentrano le maggiori attese, con la speranza che il poligono non tradisca i tiratori azzurri.

Il plauso del Cio per dei Giochi diffusi ma già magici

In questo vortice di gare e di emozioni, non sono solo gli atleti a far parlare di sé. Il presidente del Cio, Kirsty Coventry, intervenuta al Main Media Center di Milano, non ha nascosto il suo apprezzamento per l’andamento della manifestazione, definendo i Giochi "magici" nonostante le indubbie criticità organizzative legate a un modello di evento diffuso su tutto il territorio -5. Un modello, questo, che comporta complessità logistiche non indifferenti, ma che finora, a suo dire, sta ricevendo un feedback positivo da tutti i partecipanti, con i volontari che stanno svolgendo un lavoro straordinario nel facilitare la comunicazione e l’accoglienza. Parole che fanno da contraltare alla tensione sportiva e che certificano, al di là del medagliere, la riuscita di una manifestazione complessa e affascinante.

L’attenzione, però, rimane saldamente fissata sugli eventi in programma: lo skeleton maschile con le sue ultime due manche, il biathlon e poi, in tarda serata, il fischio d’inizio della partita di hockey che vedrà le ragazze di Italia opposte alle statunitensi. Una dopo l’altra, le speranze azzurre si rincorrono lungo tutto l’arco della giornata, in una domenica che si preannuncia ricca di spunti e di storie da raccontare.

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