Il concertone del Primo Maggio chiude con la Taranta, da Emma a Cocciante la scaletta di piazza San Giovanni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La lunga domenica musicale di piazza San Giovanni a Roma, quella che da decenni scandisce il ritmo della Festa dei Lavoratori, si prepara ad accogliere una maratona di quasi otto ore, un flusso continuo di note che partirà nel primo pomeriggio per poi interrompersi brevemente in concomitanza con il telegiornale serale. Sarà Paolo Belli, esattamente alle 15.15, a dare il via ufficiale alla kermesse trasmessa in diretta su Rai3, affiancato nella conduzione da Arisa, Pierpaolo Spollon e BigMama; un trio eterogeneo che quest’anno ha il compito di tenere insieme i fili di una manifestazione pensata per un pubblico trasversale. L’apertura, va detto, porta già il segno di un omaggio sentito, perché è stata proprio Arisa a rompere il ghiaccio con un chiaro richiamo a Lucio Dalla – «E se è una femmina si chiamerà... futura» – anticipando quella vena poetica e popolare che poi ritroveremo nei momenti clou dello spettacolo.

La scaletta e gli artisti più attesi tra attese conferme e ritorni sul palco

Dopo la prima tranche, quella pomeridiana che si protrarrà fino alle 19, il palco tornerà a vivere alle 20 con una serie di nomi capaci di catalizzare l’attenzione del pubblico. L’ordine di esibizione, meticolosamente definito, prevede il passaggio di Fulminacci, Riccardo Cocciante – per il quale si parla già di un’esibizione capace di emozionare profondamente – e Serena Brancale, descritta come letteralmente scatenata. Poi sarà la volta di Ditonellapiaga, di Emma, dei Pinguini Tattici Nucleari (che hanno portato “Pastello Bianco”), di Madame e infine di Geolier, in un crescendo che mescola talenti della nuova scena indie e cantautori di consolidata fama. Non mancano le pagelle informali, quelle che circolano tra i cronisti: Cocciante ottiene un ideale 9, Brancale un 8, mentre Levante – anch’essa in scaletta, sebbene non tra i primissimi – riceve a sua volta un 9 per la verve mostrata.

Litfiba e i 17 Re, il video che fa da spartiacque nella maratona romana

Un’inserzione di rilievo, all’interno di questo mosaico sonoro, arriva dal rock più deciso: i Litfiba, sul palco del Concertone, hanno eseguito “17 Re”, un brano la cui forza evocativa si accompagna a un video che già circola con insistenza. La loro presenza, in un contesto solitamente dominato da sonorità più leggere o da cantautorato melodico, rappresenta una scelta quasi antitetica rispetto al flusso principale, eppure riesce a ritagliarsi uno spazio di attenzione grazie alla riconoscibilità del gruppo fiorentino. Non si tratta di un semplice cammeo, ma di un intervento che spezza la linearità della scaletta, offrendo una variazione di registro apprezzata da chi cerca messaggi più graffianti.

La pizzica della Notte della Taranta chiude la giornata dopo 22 anni

Il momento conclusivo, e forse il più denso di significati simbolici, sarà affidato all’Orchestra Popolare La Notte della Taranta, chiamata a sigillare l’evento con le sue pizziche e i suoi ritmi ipnotici. A distanza di ventidue anni esatti dal loro ultimo passaggio su quello stesso palco – era il lontano 2004 – i musici salentini tornano a piazza San Giovanni per portare alcune delle composizioni che hanno accompagnato il lungo cammino della kermesse leccese, quella che ogni estate trasforma la piazza di Melpignano (in provincia di Lecce) in un crogiolo di oltre 150mila persone. La loro musica popolare, che nel frattempo ha contribuito a collocare la tradizione salentina ai vertici della world music internazionale, troverà una ideale continuità con l’edizione di fine agosto, quando la Notte della Taranta avrà come maestro concertatore Ermal Meta. Sarà dunque la “pizzica” a dare l’ultimo, ipnotico saluto ai lavoratori radunati nella capitale, prima che il Concertone spenga i riflettori per quest’anno.

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