Notte della Taranta 2025, il concertone per la pace sotto lo stesso cielo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La Notte della Taranta, che da ventotto anni incarna l'anima più profonda del Salento, ha nuovamente trasformato Melpignano in un crocevia mondiale di suoni e culture. Nell'ampio piazzale dell'ex Convento dei Padostiniani, una folla di ottantamila persone – numero massimo consentito dagli organizzatori – ha seguito il concertone diretto dal maestro David Krakauer, il quale, fedele al tema "Sotto lo stesso cielo", ha dichiarato di voler «celebrare la gioia di essere insieme». L'evento, trasmesso in diretta da Rai Tre e RaiPlay, ha toccato il suo apice connessivo quando le immagini in onda hanno raggiunto, secondo le stime, fino a centocinquantamila spettatori.

La serata, condotta con grande energia da Ema Stokholma, ha avuto un inizio carico di emotività, dedicato alla memoria di Pippo Baudo, scomparso solo una settimana prima. Il ricordo del presentatore, che nella sua lunga carriera seppe lanciare talenti musicali del calibro di Giorgia, è stato un omaggio doveroso a una figura che ha segnato la televisione italiana; un passaggio che ha introdotto una kermesse dove la tradizione pizzica si è fusa, senza soluzione di continuità, con il rap e la canzone d'autore, creando un tessuto sonoro innovativo e al tempo stesso rispettoso delle radici.

Musicalmente, il percorso è stato un viaggio attraverso sonorità arcaiche e sperimentazioni audaci, dove il clarinetto di Krakauer ha dialogato con la potenza ritmica dei tamburelli. Tra gli ospiti, si sono distinti per impatto e partecipazione artisti come Ermal Meta e i Negramaro di Giuliano Sangiorgi, mentre Mauro Brancale ha portato sul palco una performance che, sebbene non priva di rischi, ha colto nel segno. L'Orchestra Popolare ha fornito la colonna portante di una serata che ha scelto di ripartire dalla memoria popolare, tagliando simbolicamente i ponti con il recente passato per abbracciare una visione corale e inclusiva.

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