Juventus, le cinque richieste di Spalletti e il nodo Vlahovic: mercato ambizioso anche senza Champions

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non sarà la qualificazione alla prossima Champions League a determinare l’entità dell’investimento, perché la Juventus, forte del rinnovo di Luciano Spalletti fino al 2028, si appresta a costruire una squadra a sua immagine e somiglianza, con l’obiettivo dichiarato di tornare competitiva al vertice. L’amministratore delegato Damien Comolli, intervenuto durante l’allenamento aperto della Juventus One a Pinerolo, ha ribadito un concetto ormai chiaro nella strategia bianconera: il fascino del club prescinde dalla partecipazione alla massima competizione europea, e i calciatori contattati non hanno subordinato il loro sì alla certezza del quarto posto. Questa ambizione, tuttavia, si scontra con la realtà di una rosa da rimodellare profondamente, seguendo la lista della spesa consegnata dallo stesso tecnico toscano alla dirigenza.

La lista della spesa di Spalletti: cinque colpi più un rinnovo

L’allenatore, che ha portato una media punti da secondo posto da quando siede sulla panchina bianconera, avrebbe messo nero su bianco le sue priorità, elencando ben cinque interventi mirati più un’operazione interna considerata fondamentale. La richiesta, lungi dall’essere un semplice elenco di sogni, delinea una vera e propria rivoluzione degli equilibri: si parte dalla porta, dove Spalletti pretende un estremo difensore di caratura internazionale, bravo nell’impostazione, per passare poi al pacchetto arretrato, dove servirebbe un centrale di piede sinistro di livello superiore rispetto alle attuali alternative. A centrocampo la richiesta è doppia, con un costruttore di gioco capace di filtro e un elemento specialista nei calci piazzati, mentre l’attacco non prevede soltanto l’affiancamento di un nuovo centravanti a Dusan Vlahovic, ma anche la risoluzione del rebus legato al futuro del serbo stesso.

Il nodo Vlahovic e il “caso” Yildiz: un rinvio obbligato

Proprio in merito a Vlahovic, le dichiarazioni di Comolli sono state nette e cristalline: nessuna trattativa prima della fine della stagione, nonostante l’apertura del giocatore a rimanere e i colloqui già avvenuti con la dirigenza. Il nodo, come emerso negli ultimi mesi, è prettamente economico e gerarchico: il club avrebbe offerto un rinnovo a cifre dimezzate rispetto agli attuali 12 milioni, allineandolo – o quasi – allo stipendio del neo-blindato Kenan Yildiz, diventato il nuovo parametro salariale per il futuro. Vlahovic, dal canto suo, avrebbe manifestato la volontà di diventare un simbolo del nuovo ciclo, ma a condizione di guadagnare quanto il numero 10 turco, creando un cortocircuito che la società, per ora, ha scelto di rinviare a campionato concluso. “Non aspettatevi niente prima della fine della stagione”, ha tagliato corto il dirigente francese, spostando l’ago della bilancia tra la necessità di tenere il centravanti e la rigida disciplina finanziaria.

Un mercato che guarda ai parametri zero e ai grandi nomi

Se le trattative per il serbo sono congelate, lo stesso non si può dire per gli altri obiettivi, con Comolli che avrebbe già avviato i primi contatti per profili di altissimo livello, molti dei quali in scadenza di contratto. Tra i pali il sogno rimane Alisson, mentre per la difesa si valutano profili come Rudiger o Kim, capaci di alzare l’asticella della qualità. A centrocampo spiccano i nomi di Bernardo Silva e Goretzka, mentre in attacco, sebbene Lewandowski rappresenti il colpo ad effetto, la pista più percorribile sembra quella che porta a Kolo Muani, già apprezzato dalla proprietà. La Juventus, insomma, si prepara a un’estate di fuoco a prescindere dal verdetto finale del campo, forte di una progettualità che vede in Spalletti il perno assoluto attorno al quale far ruotare ogni scelta, in attesa di capire se Vlahovic vorrà realmente fare parte di questa Juventus super-competitiva o se si dovrà procedere con un’alternativa totale in attacco.

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