Furti a bordo: il sistema parallelo degli steward di Ryanair
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Redazione Interno
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Dalle intercettazioni della Guardia di Finanza emerge un meccanismo criminale ben organizzato a bordo dei voli. I proventi dei furti, stando alle dichiarazioni degli indagati, avrebbero finanziato una serie di lavori e acquisti per le loro abitazioni. Il quadro delinea una condotta sistematica, costruita sulla sottrazione di valigie e sul successivo smercio della merce rubata.
L’attitudine compiaciuta degli steward
Le chat analizzate restituiscono l'immagine di un’attitudine spavalda. I due uomini, rivolgendosi con appellativi come "boss", si ritenevano abili manipolatori. In una conversazione, non riuscivano a celare un certo compiacimento, alludendo a un tenore di vita superiore a quello che il loro stipendio avrebbe potuto garantire, elencando con nonchalance beni come piscine e pannelli solari.
Un giro d’affari più ampio del solo furto di bagagli
L’indagine ha accertato che il giro d’affari non si limitava ai bagagli. È stata ricostruita un’articolata attività di contrabbando che includeva sigarette, alcolici, profumi e gratta e vinci. La metodologia operativa prevedeva anche la corruzione di alcuni colleghi, tacitati con piccole somme di denaro contante.
La duplice illegalità del sistema
Il sistema si reggeva su una duplice illegalità: il furto dei trolley e la costruzione di una rete di distribuzione per monetizzare rapidamente il maltolto. Le indagini finanziarie hanno tracciato un collegamento tra i flussi economici illeciti e gli investimenti in beni immobili e di lusso. La vicenda getta una luce inedita su un fenomeno che sfrutta le criticità del trasporto aereo.




