L'imboscata in Mali: la morte dei mercenari della Wagner e il ruolo degli ucraini

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In un recente sviluppo nel nord del Mali, decine di mercenari della compagnia russa Wagner sono stati uccisi in un'imboscata. L'operazione è stata condotta in più fasi da ribelli tuareg e qaedisti della fazione JNIM.

Il contesto

La colonna, composta da miliziani di Mosca e soldati locali, era impegnata in un rastrellamento in un paio di villaggi. La manovra era iniziata attorno al 20 luglio e, in un primo momento, non ha incontrato molta resistenza.

L'imboscata

La trappola dei Tuareg è stata perfetta: hanno colpito il convoglio della Wagner nel deserto del Mali, poco lontano dalla frontiera algerina. Sono entrati in azione mentre si avvicinava una tempesta di sabbia, che ha ostacolato i soccorsi dal cielo. Una bomba nascosta sotto la pista ha distrutto il blindato di testa, poi è scattata la trappola che ha causato una delle più gravi disfatte dei mercenari.

Le perdite

Il gruppo tuareg ha parlato di 54 combattenti del Gruppo Wagner uccisi e 7 soldati maliani morti. Tuttavia, l'esercito maliano ha smentito le cifre, sottolineando che solo due dei suoi soldati sono stati uccisi, mentre altri 10 sarebbero rimasti feriti. Il sito Meduza, con stretti legami con il Ministero della Difesa russo, ha riferito che le perdite del gruppo mercenario fondato da Yevgeny Prigozhin siano state «poco più di un paio di dozzine».

Il ruolo degli ucraini

Dietro la "clamorosa vittoria" dei tuareg contro l'esercito regolare e i mercenari Wagner, ci sarebbe anche lo zampino del Gur, l'intelligence militare ucraina. Questa notizia aggiunge un ulteriore livello di complessità alla situazione in Mali, evidenziando l'interconnessione globale dei conflitti moderni.

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