Feltri contro il divieto di fumo a Milano
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Redazione Interno
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Dal 1° gennaio 2025, a Milano entrerà in vigore un nuovo divieto di fumo all'aperto, che impedirà ai tabagisti di accendersi una sigaretta a meno di dieci metri di distanza da altre persone. Questa misura, voluta dal sindaco Beppe Sala, ha suscitato reazioni contrastanti, tra cui quella del direttore editoriale de "Il Giornale", Vittorio Feltri, noto per la sua passione per le sigarette e per la sua avversione verso le politiche ecologiste e le amministrazioni di sinistra.
Feltri, intervistato dal "Corriere della Sera", ha espresso il suo disappunto in modo deciso, definendo il divieto come una forma di proibizionismo ridicolo, paragonabile a quello americano degli anni '20, di cui ancora oggi si ride. Il giornalista ha dichiarato che, nonostante la nuova normativa, continuerà a fumare per strada, infischiandosene delle restrizioni imposte dal Comune meneghino. Feltri ha sottolineato come, a suo avviso, sia più fastidioso l'odore delle imposizioni che quello del fumo, e ha ribadito l'importanza di difendere la libertà individuale, anche in questo caso.
Il divieto di fumo all'aperto, che mira a tutelare la salute dei cittadini e a ridurre l'inquinamento atmosferico, prevede sanzioni per chi non rispetta la distanza minima di dieci metri dalle altre persone. Tuttavia, Feltri ha ironizzato sulla difficoltà di misurare tale distanza, chiedendosi se dovrà andare in giro con una bindella per rispettare la legge. Il direttore editoriale ha inoltre criticato l'ipocrisia di vietare il fumo mentre altri prodotti dannosi per la salute, come la mortadella, non subiscono restrizioni simili.
Questa presa di posizione di Feltri ha alimentato il dibattito pubblico sul tema del fumo e delle libertà personali, evidenziando le diverse opinioni in merito alle politiche di salute pubblica e alla loro efficacia.




