Sinner, Vagnozzi e Cahill: «La sua forza è reagire nei momenti difficili. Ora vuole dedicare tempo alla fidanzata»
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Redazione Sport
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Dietro il secondo trionfo consecutivo di Jannik Sinner a Wimbledon c'è un lavoro quotidiano, fatto di dettagli, sacrifici e soprattutto della straordinaria capacità del numero uno del mondo di rialzarsi dopo ogni delusione. A raccontarlo sono i suoi allenatori, Darren Cahill e Simone Vagnozzi, intervenuti in conferenza stampa dopo la vittoria in finale contro Alexander Zverev; un successo, il quinto Slam in carriera, che porta la firma di un'impresa costruita giorno dopo giorno, lontano dai riflettori, sui campi di allenamento di Monte-Carlo.
La resilienza come marchio di fabbrica
«Lavorando con Sinner, quello che mi rende più orgoglioso è il modo in cui riesce a reagire ai momenti difficili», ha spiegato Cahill, cogliendo l'essenza di un campione che non si lascia mai abbattere a lungo. L'aneddoto raccontato dal coach australiano, ripreso da diverse testate, è emblematico: dopo una sconfitta, la delusione c'è, ma il giorno dopo arriva già la telefonata. «"Va bene ragazzi, cosa facciamo adesso? Quando torniamo in campo? Su cosa lavoriamo?"».
Un atteggiamento che Cahill definisce "gratificante" e che rappresenta il segreto di una crescita costante, capace di trasformare ogni batosta in un'opportunità per tornare più forte di prima.
Il peso di Parigi e la rivincita sull'erba
Il riferimento non poteva che essere alla delusione del Roland Garros, dove Sinner era stato eliminato al secondo turno da Juan Manuel Cerundolo in cinque set, nonostante fosse a un passo dalla vittoria. Un colpo duro, come lo stesso Cahill ha definito, che però non ha scalfito la determinazione del giocatore. «Siamo arrivati qui dodici giorni prima dell'inizio del torneo e abbiamo scelto di non disputare alcun torneo di preparazione. Sapevamo che le prime partite sarebbero state complicate. Lui, però, ha abbassato la testa e si è messo a lavorare».
Un lavoro "da matto", come ha sottolineato Vagnozzi, che ha permesso a Sinner di presentarsi ai nastri di partenza di Wimbledon nella condizione mentale giusta per difendere il titolo. E se il quinto Slam conquistato rappresenta un traguardo straordinario, Cahill non ha nascosto la soddisfazione per la capacità del suo pupillo di superare anche le difficoltà incontrate durante il torneo: «Ha avuto bisogno di quella qualità di reagire anche in finale, perché Zverev lo ha messo a dura prova».
Futuro e programmazione: il 2026 e oltre
A gettare un'ombra sul futuro, però, sono state le parole dello stesso Cahill riguardo al suo rapporto professionale con Sinner. L'australiano, che aveva già annunciato l'intenzione di ritirarsi a fine 2025, ha chiarito: «Rimarrò fino alla fine del 2026, poi vedremo. Avevo detto che avrei smesso alla fine del 2025, ma poi ho cambiato idea. Per ora arriveremo fino alla fine della stagione, poi ci siederemo come squadra e parleremo di ciò che sarà meglio per Jannik». Una dichiarazione che, inevitabilmente, apre a scenari futuri, anche se per ora la priorità è godersi il momento presente.
Lo stesso Sinner, dopo la vittoria, ha ribadito la necessità di staccare la testa dal tennis, per dedicarsi anche alla vita privata e alla fidanzata, prima di tornare a pianificare la stagione sul cemento americano. «Ora voglio staccare completamente per una settimana, non pensare al tennis e vivere una vita normale. Poi tornerà tutto il focus verso il prossimo obiettivo».




