Le vendite di Tesla calano a dicembre, mentre BYD conquista il mercato nel 2025
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Redazione Economia
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Il quarto trimestre del 2025 si è chiuso con numeri poco lusinghieri per la casa automobilistica di Elon Musk, la quale, come ha comunicato, ha consegnato a livello globale 418 mila veicoli. Un dato che, oltre a segnare un marcato calo del 16% rispetto ai 497.099 del trimestre precedente, si è posizionato al di sotto delle attese degli analisti, fissate a 422.850 unità. I mercati europei, fatta eccezione per quello norvegese che ha mostrato una tenuta atipica, hanno infatti confermato una tendenza negativa, contribuendo a un risultato complessivo che appare in netta controtendenza rispetto alle performance degli anni passati. Questo quadro operativo, caratterizzato da una contrazione delle consegne, si inserisce in un anno che, dal punto di vista finanziario personale, è stato invece trionfale per l’amministratore delegato, il cui patrimonio ha superato la soglia dei 725 miliardi di dollari secondo le stime Forbes.
Il sorpasso storico e le promesse non mantenute
Proprio mentre il valore personale di Musk raggiungeva vette inedite, l’azienda da lui guidata perdeva lo scettro di maggior produttore mondiale di veicoli elettrici, superata dalla cinese BYD nel corso del 2025. Un sorpasso che assume i contorni di una svolta epocale per il settore e che stride con le dichiarazioni ottimiste dello stesso imprenditore, il quale, attraverso i suoi canali social, ha continuato a celebrare il successo della Model Y affermando che sarebbe stata l’auto più venduta al mondo per il terzo anno consecutivo. Affermazioni, queste, che molti analisti mettono in discussione, ricordando come già l’anno precedente i numeri fossero contrastanti e il primato, conteso millesimo per millesimo con la Toyota RAV4, non fosse mai stato ufficializzato in modo incontrovertibile.
Un anno di annunci e realtà divergenti
Il 2025, del resto, si è configurato per Elon Musk come un periodo ricco di annunci altisonanti, i quali, però, non hanno trovato un corrispettivo nella realtà dei fatti. Delle cinque principali promesse fatte all’inizio dell’anno dall’eccentrico leader, infatti, non se ne è concretizzata nemmeno una, alimentando quel divario tra proclami visionari e realizzazioni pratiche che spesso caratterizza le figure dei cosiddetti “super” del mondo tech. Una dinamica, questa, che non ha comunque intaccato la sua straordinaria ricchezza, la quale, come calcolato, equivale grosso modo alla somma dei patrimoni dei tre miliardari che lo seguono nella classifica di Forbes.
Il contesto competitivo e le prospettive immediate
In uno scenario competitivo sempre più agguerrito, dove gli operatori tradizionali e i nuovi arrivati, specialmente dall’Asia, incrementano costantemente la loro offerta, il calo delle consegne trimestrali di Tesla assume un significato particolare. La performance, che alcuni osservatori legano a cicli di produzione specifici o a temporanee limitazioni nella catena di fornitura, deve essere letta anche nella più ampia cornice di un mercato globale in rapida evoluzione, dove il vantaggio tecnologico e di brand non è più un elemento sufficiente a garantire il dominio. La tenuta in Norvegia, paese storicamente all’avanguardia nella transizione elettrica, rappresenta una nota positiva ma isolata in un panorama europeo che invece richiederebbe una spinta ben più decisa.




